Una nuova specie di grillo che ha le perfette sembianze di una foglia morta è stata scoperta nelle foreste del Sud America. L'insetto, il cui nome scientifico scelto dai ricercatori è Tipophyllum spurioculis, “canta” inoltre in un modo insolito, sfruttando le intere ali per amplificare il suono prodotto dallo sfregamento delle zampe. Ciò gli permette di raggiungere frequenze udibili anche dall'essere umano. A fare la (difficile) scoperta di questo affascinante grillo è stato un team di entomologi dell'Università di Lincoln, Gran Bretagna, durante una lunga e paziente spedizione tra le foreste dell'Ecuador e della Colombia.

Gli scienziati, coordinati dal professor Fernando Montealegre-Z, docente di Biologia presso la facoltà di Scienze della Vita dell'ateneo britannico, hanno scoperto che tutti e due i sessi del grillo replicano esattamente la forma e i colori di foglie marcescenti ma ancora verdi. Nei dettagli delle ali si notano le venature, le zone scolorite e quelle tendenti al marrone, con disegni che imitano alla perfezione anche i danni. Per questa ragione riuscire a vedere questi grilli tra il fitto fogliame delle foreste pluviali in cui vivono è praticamente impossibile. Fortunatamente il maschio emette un suono sufficientemente forte da essere udito, così i ricercatori sono riusciti anche a catturare tre femmine attratte dal cosiddetto apparato stridulante.

A differenza degli altri grilli appartenenti alla famiglia dei Tettigoniidae, della quale si conoscono oltre 6.400 specie, il Tipophyllum spurioculis invece di sfruttare una struttura a forma di tamburo per amplificare il suono prodotto dal plettro – l'organo che attraverso lo sfregamento produce il suono – utilizza l'intera ala; ciò gli permette di raggiungere frequenze dai 7 ai 12 Khz e dunque di essere udito anche da noi. La femmina è più grande del maschio, ma non emette alcun suono, pur possedendo l'apparato stridulante (che le femmine di altre specie sfruttano). Il suono del Tipophyllum spurioculis è stato studiato con tecniche di bioacoustica all'avanguardia e vibrometria laser Doppler, che hanno permesso di carpirne i segreti.

Questi curiosissimi grilli presentano anche delle macchie arancioni a forma di occhio vicino alle zampe, che secondo i ricercatori utilizzerebbero per la comunicazione tra sessi, e non per il cosiddetto “mimetismo aposematico”, cioè per spaventare potenziali predatori. I dettagli su questi incredibili insetti sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Journal of Comparative Zoology.

[Credit: Andrea Baker]