Durante l'anestesia totale non siamo totalmente incoscienti come prima si pensava. Uno studio finlandese ha provato ad indagare sul nostro stato di coscienza durante la narcotizzazione totale, scoprendo nuove importanti informazioni. Svegliarsi sul lettino di un chirurgo può sembrare un vero e proprio incubo, ma non c è assolutamente da preoccuparsi, perché si tratta di un evento rarissimo. In realtà pare che l'anestesia generale sia molto più simile, almeno cerebralmente, ad un sogno.

I ricordi dopo l'anestesia. I ricercatori, Harry Scheinin che studia i meccanismi dell'anestesia e la psicologa Antti Revonsuo che studia la coscienza umana e il cervello, hanno sottoposto i volontari ad una serie di test sotto anestesia farmacologica.

  • Nella prima fase dello studio, gli esaminati sono stati "drogati" attraverso un infusione di farmaci controllata minuziosamente da un computer, così da rendere il risveglio più semplice e meno casuale. Immediatamente dopo aver ripreso conoscenza, le "cavie" hanno dichiarato di aver vissuto delle esperienze oniriche molto spesso legate alla realtà.
  • Durante l'anestesia, i ricercatori hanno anche recitato delle frasi agli anestetizzati e alcune di queste contenenti una parola priva di significato (Es. il cielo è pieno di pomodori stasera) alla ricerca degli impulsi cerebrali dovuti alla sorpresa per l'incongruenza. "Le risposte nell'EEG (L'elettroencefalografia) hanno dimostrato che il cervello non può distinguere tra frasi normali e bizzarre quando è sotto anestesia" hanno dichiarato i ricercatori
  • Nell'ultima fase, sempre durante il sonno indotto, hanno prodotto una serie di suoni particolarmente sgradevoli. I volontari, al risveglio, sono stati incapaci coscientemente di ricordarli e di distinguerli dagli altri, ma con estrema sorpresa dei ricercatori le loro risposte cerebrali erano molto più veloci rispetto a quelle dei suoni sconosciuti.

Un sogno. È chiaro dagli esperimenti che non si perde completamente la coscienza durante l'anestesia generale, ma che il cervello continua a registrare e a provare a decifrare informazioni attorno a lui, senza però riuscirci. I risultati indicano che la coscienza non è completamente persa durante l'anestesia, anche se la persona non reagisce più al proprio ambiente (compreso il dolore).  "Lo stato di coscienza indotto dagli anestetici può essere simile al sonno naturale: mentre dorme, la gente sogna e il cervello osserva inconsciamente gli eventi e gli stimoli nel loro ambiente" dicono i ricercatori.