14 Luglio 2021
13:57

Il multiverso Marvel secondo la Scienza

L’Universo, la distesa di spaziotempo in espansione costellata da pianeti, stelle e galassie nel quale viviamo, secondo alcune teorie scientifiche potrebbe non essere il solo, ma far parte di un insieme di dimensioni parallele che prende il nome di Multiverso, ampiamente sfruttato da tempo nelle opere fantascientifiche come i fumetti della Marvel. Ecco cosa ipotizzano gli scienziati sulla sua possibile esistenza.
A cura di Andrea Centini

Nella serie TV della Marvel dedicata al Dio dell'Inganno “Loki” per la prima volta (al di fuori dei fumetti) è stato fatto cenno all'esistenza del Multiverso, un insieme di dimensioni parallele popolate – e in grado di essere attraversate e plasmate – da determinati personaggi. Che il multiverso avrebbe fatto capolino nei cinecomics e nelle serie TV targate Marvel Studios si era già intuito da alcune dichiarazioni del produttore Kevin Feige, così come è divenuto evidente dal titolo scelto per uno dei prossimi blockbuster in uscita, Doctor Strange in the Multiverse of Madness (2022); tuttavia, solo con quanto introdotto nella prima puntata di Loki ne è stata confermata l'esistenza. Nel multiverso a fumetti coesistono diverse “versioni” degli stessi personaggi e, alcuni di essi, come indicato, hanno la capacità di passare da un universo all'altro cambiando le regole in gioco e il corso della storia. Il concetto di multiverso, che tanto ha donato alla fantascienza, fa parte comunque di rigorose teorie scientifiche che, per quanto speculative, dato che è impossibile (almeno con le conoscenze attuali) dimostrarne sperimentalmente l'esistenza, sono state comunque abbracciate da illustri fisici e astrofisici. Fra essi anche il compianto Stephen Hawking e scienziati del calibro di Lee Smolin e Max Tegmark. Per comprendere cos'è un multiverso per la Scienza, però, è doveroso prima partire dal singolo universo.

Cos'è l'Universo

Innanzitutto, come sottolineato in un video pubblicato su youtube dal professor Amedeo Balbi, docente di Astronomia e Astrofisica presso il Dipartimento di Fisica dell'Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, è fondamentale tenere conto di una differenza, quella che passa tra l'universo osservabile e l'universo generale. Il primo, in parole semplici, è quello che contiene tutti gli oggetti (pianeti, stelle, galassie, ammassi etc etc) che possiamo rilevare in qualche modo. Ha iniziato a espandersi 13,8 miliardi di anni fa – sulla base della Teoria del Big Bang – e ha un diametro stimato di 93 miliardi di anni luce. Noi ci troviamo nel mezzo. Non sappiamo se il nostro Universo continui all'infinito senza curvarsi (universo aperto) oppure si curvi dando vita a un universo chiuso: in questo secondo caso sarebbe permesso tornare a un punto di partenza “semplicemente” seguendo l'enorme curva dello spaziotempo (universo ipersferico). Ciò che è certo è che l'universo osservabile non ha un confine; oltre ciò che noi siamo in grado di rilevare, infatti, l'universo continua, molto probabilmente mantenendo le leggi fisiche dell'universo osservabile. Questo insieme è l'universo generale. Dal punto di vista cosmologico è un agglomerato di oggetti e spazio vuoto (massa totale) che si sta espandendo da quasi 14 miliardi di anni determinando un aumento del caos, mentre da quello quantistico può essere considerato come un insieme enorme di particelle che si combinano e influenzano. Tutto ciò che si trova in questa enorme distesa di spaziotempo (definito dalle quattro dimensioni di lunghezza, larghezza, profondità e tempo) è il nostro Universo.

Cos'è un Multiverso

Come suggerisce il nome stesso, in termini molto semplicistici un Multiverso è un insieme di universi, che coesistono o meno a seconda della teoria. Il nostro Universo, in base alle teorie del multiverso più accreditate, non sarebbe solo, ma in “compagnia” di altri universi che non vediamo proprio perché sono dimensioni parallele che si trovano al di fuori di quello che noi chiamiamo universo osservabile. Il fenomeno dell'Inflazione, cioè dell'espansione accelerata che ha dato vita al nostro Universo una frazione di secondo dopo il Big Bang, potrebbe essersi verificato infinite volte. Immaginiamo una “bolla” di spaziotempo che all'improvviso si espande dando vita a un nuovo universo: questa è la teoria dell'inflazione caotica eterna, ideata dal fisico russo Andrej Linde. Come spiegato dal professor Balbi nel suo video, gli universi paralleli nati da questo processo avrebbero età, velocità di espansione e altre caratteristiche diverse dal nostro. Nelle teorie più speculative si ipotizza che questi universi possano avere anche leggi della fisica completamente diverse dalle nostre, dando vita a mondi che non riusciremmo nemmeno a immaginare. Del resto, il nostro universo "esiste" perché noi siamo in grado di intenderlo e interpretarlo in quanto tale. Ci siamo evoluti all'interno di esso con determinate capacità intellettive che ci permettono di ragionare sulla sua esistenza e sulla sua estensione. Se fossimo effettivamente in grado di rilevare un altro universo, a causa dei nostri limiti molto probabilmente lo vedremmo come una "semplice" estensione del nostro.

Nell'interpretazione “a molti mondi” teorizzata dal fisico Hugh Everett III, gli universi paralleli del Multiverso hanno la stessa struttura e si basano sulle medesime leggi della fisica, ma non possono comunicare fra di essi. Mentre secondo la teoria delle superstringhe un gigantesco iperspazio sarebbe suddiviso nelle cosiddette membrane, ciascuna delle quali rappresenta un singolo universo (che tuttavia non sarebbero dimensioni parallele). Come spiegato dal professor Balbi, tutte le teorie dedicate al multiverso non possono essere testate e spiegate sperimentalmente; ciò rappresenta la principale critica alla sua esistenza. Molto probabilmente non sapremo mai dell'esistenza di universi paralleli, ma si può sempre lavorare con la fantasia e immaginare i supereroi Marvel in grado di attraversarli.

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