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Lo scorso febbraio su Fanpage avevamo parlato della legge approvata in Louisiana che consentiva agli insegnanti di scienze di adottare libri di testo che promuovessero tesi alternative all’evoluzionismo. L’Eternity Christian Academy non se l’è fatto ripetere due volte: all’interno del loro discusso curriculum di studi di tipo cristiano fondamentalista, volto a insegnare agli studenti a “studiare la vita dal punto di vista di Dio”, è saltato fuori un testo davvero singolare. In esso, il famigerato Nessie, più noto come il mostro di Loch Ness, viene indicato come prova del fatto che l’evoluzione non sia mai avvenuta.

Nessie il plesiosauro

Il testo in questione s’intitola Biology 1099 ed è edito dall’Accelerated Christian Education Inc. A un certo punto, si leggono le seguenti incredibili affermazioni: “I dinosauri esistono ancora oggi? Gli scienziati si stanno sempre più convincendo della loro esistenza. Avete sentito del mostro di Loch Ness in Scozia? ‘Nessie’, in breve, è stato rilevato dal sonar di un piccolo sottomarino, descritto da testimoni oculari e fotografato da altri. Nessie sembra essere un plesiosauro”. Tutto ciò a onta del fatto che al celebre mostro non ci crede nessuno, nemmeno gli abitanti del posto che si divertono però a vendere pupazzi e altri gadget di Nessie. Secondo gli autori del manuale, inoltre, tempo fa una baleniera giapponese avrebbe una volta catturato un dinosauro. Una notizia del genere non risulta da nessuna parte, a meno che – ironizza qualcuno – gli autori non avessero scambiato i film di Godzilla per documentari.

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Il ragionamento è molto semplice: secondo i creazionisti, che credono alla lettera nel racconto biblico della Creazione come riportato nel libro della Genesi, il diluvio universale è realmente accaduto e gli animali che oggi vediamo sono i discendenti degli esemplari che vennero ospitati sull’arca di Noè. Ora, il diluvio uccise i dinosauri e tutti gli animali che esistevano in precedenza, ma nulla avrebbe impedito a dinosauri marini come i plesiosauri di sopravvivere. E l’ultimo esemplare noto di questa specie sarebbe appunto Nessie. I creazionisti mettono inoltre in discussione l’idea che il mondo sia vecchio di 5 miliardi di anni e che l’ultima grande estinzione sia avvenuta 65 milioni di anni fa. A loro dire, il diluvio universale è avvenuto appena 4000 anni fa.

Creazionismo d'importazione

Ma non solo gli Stati Uniti stanno patendo una nuova ondata di anti-evoluzionismo. Un paio di mesi fa, il ministero dell’istruzione e della ricerca scientifica della Corea del Sud ha accolto una petizione per permette di adottare testi scolastici per le superiori che escludano l’insegnamento dell’evoluzione. La petizione era stata lanciata dalla Società per la revisione dei libri di testo, il cui intento è quello di correggere i manuali scolastici per fornire agli studenti una visione a loro dire veritiera della storia naturale. Il primo successo riguarda l’Archaeopteryx, il celebre rettile volante piumato che solcava i cieli del giurassico. Approfittando di un recente dibattito secondo cui l’Archaeopteryx non sarebbe l’antenato degli uccelli moderni, ma un semplice dinosauro come gli altri, solo dotato di piume, i creazionisti sudcoreani hanno messo in discussione le prove della teoria dell’evoluzione. “E’ una tipica strategia dei creazionisti quella di sfruttare dibattiti del genere riguardo l’evoluzione delle specie per attaccare lo stesso insegnamento dell’evoluzione”, sottolinea Joonghwan Jeon, docente di evoluzionismo alla Kyung Hee University.

Archaeopteryx Lithographica Fossil

La Società è un ramo della Korean Association for Creation Research, che nel 2008 portò in uno dei più grandi parchi di divertimento sudcoreani – Seoul Land – una mostra temporanea sul creazionismo visitata, a loro dire, da oltre centomila persone in appena tre mesi. Presto la mostra potrebbe diventare stabile all’interno del parco. E c’è da credere che i successi dei creazionisti siano destinati ad aumentare. In un sondaggio del 2009 in Corea, circa un terzo degli intervistati aveva ammesso di non credere nella teoria dell’evoluzione. Di questi, il 41% perché non esisterebbero sufficienti prove scientifiche a supporto della teoria, il 39% perché l’evoluzionismo entrerebbe in conflitto con la religione, e il 17% perché a loro dire la teoria non è sufficientemente chiara. Percentuali che si avvicinano a quelle degli USA: il 40% degli americani non crede che l’Uomo si sia evoluto da forme di vita “inferiori”. La Corea del Sud è l’avamposto più “americano” in Oriente, fatto salvo il Giappone, e a differenza di quest’ultimo subisce molto l’influenza del fondamentalismo cristiano evangelico, la fede religiosa a cui appartiene la maggior parte dei creazionisti.