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Viaggio tra i creazionisti, 203 anni dopo Darwin

Si festeggia in tutto il mondo il Darwin Day, ma c’è ancora chi rifiuta le tesi dell’evoluzionismo e sostiene un’interpretazione letterale della Genesi. E tra i creazionisti americani ci sono anche diversi candidati alla Casa Bianca.
A cura di Roberto Paura
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State visitando un museo di storia naturale, a Petersburg, nel Kentucky, USA. Ci sono plastici ben fatti di dinosauri che spuntano tra le fronde di una Terra preistorica. All’improvviso, però, vi accorgete che qualcosa non quadra. Nella ricostruzione del museo, tra i dinosauri che pascolano, ci sono anche degli uomini primitivi. Pensate debba esserci una qualche evidente spiegazione, allungando lo sguardo verso il pannello esplicativo; ma quello che leggete potrebbe sbalordirvi: con assoluta serietà, gli autori del pannello spiegano che un tempo uomini e dinosauri convivevano pacificamente nell’Eden. Forse non ricordate bene la data dell’estinzione dei dinosauri – approssimativamente, 65 milioni di anni fa – ma siete abbastanza sicuri di aver scoperto alle scuole elementari che i nostri antenati e i grossi rettili che un tempo dominavano la Terra vissero in epoche molto distanti tra loro, e che quanto mostrato nelle puntate dei Flinstones è solo fantasia.

Il Museo della Creazione

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Benvenuti al Museo della Creazione, il primo museo di storia naturale interamente dedicato alle teorie del creazionismo e del “disegno intelligente”, che mettono in discussione l’evoluzione introdotta dalle scoperte di Charles Darwin ancora oggi, a 203 anni dalla sua nascita e a 153 anni dalla pubblicazione del suo più grande studio, L’Origine della Specie. Inaugurato nel 2007, il Museo ha uno slogan ben preciso: “Prepare to believe”, preparatevi a credere. Quello che potrete vedere al suo interno, infatti, ha davvero dell’incredibile. Scoprirete che il mondo è stato creato appena 6000 anni fa, che il Diluvio universale ha spazzato via quello che c’era prima e che nell’Arca di Noè c’era spazio anche per il Tirannosauro e i suoi amici. Anzi, nel 2014 potrete salire anche voi su una replica in scala naturale dell’Arca di Noè, acquistando un biglietto esclusivo con sopra impresso un versetto della Genesi tra quelli che raccontano la storia del Diluvio universale.

Non c’è da meravigliarsi se l’idea di celebrare il Darwin Day è nata proprio in America. È qui che i principi dell’evoluzionismo si sono scontrati con maggiore violenza con le dottrine cristiane fondamentaliste, laddove in Europa – dopo un iniziale scetticismo – la Chiesa ha rapidamente accettato l’idea che le specie viventi evolvano e che l’Uomo stesso discenda in realtà dalle scimmie. I creazionisti americani sono personaggi come Harold Camping, il famoso predicatore che aveva fissato la fine del mondo per lo scorso ottobre, in base a fantasiosi calcoli che partivano dall’ipotesi che l’universo fosse stato creato nell’11.000 a.C.

Oggi gli esponenti più “illuminati” di questa corrente di pensiero hanno rispolverato la vecchia ipotesi del “Proposito cosmico” per elaborare un’altra teoria, l’intelligent design, il disegno intelligente di Dio che accetta in parte l’evoluzione delle specie viventi ma non rinuncia all’interpretazione letterale della Genesi e soprattutto alla convinzione che esista un fine all’interno del processo evolutivo, in accordo con i disegni di Dio. A questa teoria fa riferimento il fisico inglese Stephen Hawking nel suo ultimo e controverso libro, Il grande disegno, chiara presa in giro dell’intelligent design e pamphlet a favore della laicità del pensiero scientifico.

Creazionisti alla Casa Bianca?

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Negli Stati Uniti i creazionisti, della prima o della seconda specie, sono davvero tanti. Insegnano ai propri figli la storia del mondo leggendo loro la Bibbia e sottraendoli alla scuola pubblica: lo fanno ben 2,5 milioni di americani. Non si nascondono, non hanno vergogna di proclamare le loro opinioni sull’argomento, si candidano alle elezioni per la Casa Bianca. Tra questi c’e Michelle Bachman, repubblicana del Congresso, ritiratasi da qualche mese dalla corsa per le presidenziali, nonostante il sostegno dei teocon americani, i più fondamentalisti tra i conservatori. Molto note le sue farneticazioni riguardo l’identificazione dell’Anticristo biblico in Obama, e il suo attivo sostengo a favore di una legge entrata in vigore in Louisiana che consente agli insegnanti di adottare libri di testo di stampo creazionista. Rick Perry, governatore del Texas, anch’egli in precedenza candidato alle primarie repubblicane, in un video racconta a una madre di famiglia e ai suoi figli le proprie perplessità riguardo le teorie evoluzioniste.

Per prendere le distanze, un altro contendente alla nomination repubblicana, poi ritiratosi, Jon Hunstman, ex governatore dell’Utah, ha informato i suoi sostenitori su Twitter di “credere nell’evoluzione e nelle tesi degli scienziati sul cambiamento climatico” (ebbene sì, i teocon sostengono che l’Uomo non c’entri nulla con il riscaldamento globale e tutto il suo contorno di violenti fenomeni atmosferici). Il mormone Mitt Romney è un sostenitore dell’intelligent design, ma assicura di credere con convinzione nelle teorie evoluzioniste, anche se Dio ci ha sicuramente “messo lo zampino”. Le opinioni espresse dagli altri due contendenti alla poltrona presidenziale, Rick Santorum e Newt Gingrich, pendono invece chiaramente dalla parte del creazionismo.

“ L'evoluzione è una delle idee scientifiche più fondate in assoluto. ”
Lawrence Krauss
Il fisico americano Lawrence Krauss, di cui è appena uscito l' ultimo libro, A Universe From Nothing, spiega chi sono i creazionisti: “Ebbene: sono gruppi eterogenei. Ma c'è un gruppo di persone molto ben finanziato qui negli USA, che va sotto il nome di Discovery Institute. Aderiscono al cosiddetto Centro per il Rinnovamento della Scienza e della Cultura, il quale afferma esplicitamente che la scienza è il nemico e che il suo insegnamento va sacrificato all'insegnamento religioso. Ciò che però quelli del Discovery Institute hanno fatto, rispetto all’opinione pubblica, è convincerla che sono un’organizzazione scientifica e che hanno a cuore la buona scienza. Hanno diffuso con successo l’idea che l’evoluzione sia un fatto scientificamente controverso e ormai molta gente la pensa così: come per il riscaldamento globale, che alcuni negano, salvo che l’evoluzione è una teoria assai più solida. Anzi, è una delle idee scientifiche più fondate in assoluto”.

L'evoluzione non è solo una teoria

Qualche anno fa, uno dei più celebri scienziati evoluzionisti e atei militanti, l’inglese Richard Dawkins, aveva invitato la comunità scientifica ad abbandonare lo scontro interno sugli aspetti non ancora chiariti della teoria evoluzionista, presentandola al pubblico in maniera compatta e convincente come un fatto piuttosto che, appunto, come una “teoria” (che non è però sinonimo di “ipotesi”, per quanto ai creazionisti piaccia crederlo). L’invito non fu accolto bene dall’altro grande biologo evoluzionista, Stephen J. Gould, che nel corso della sua lunga attività ha contribuito a cesellare le teorie darwiniane e a far progredire enormemente gli studi in questo campo; così, non se ne fece niente. Ma le prove e le spiegazioni convincono poco i creazionisti: “La chiesa evangelica ha deciso che l’evoluzione è il nemico. Lo stesso ha fatto la convenzione battista, che è una confessione molto vasta e rifiuta diversi aspetti della modernità”, spiega Lawrence Krauss. “E’ preoccupante quanto il fondamentalismo religioso permei profondamente questo paese. Che contemporaneamente però ha anche la leadership nel campo scientifico, e ciò produce un miscuglio molto pericoloso”.

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In Italia, all’indomani dell’elezione di papa Benedetto XVI, teologo fortemente conservatore, i pochi creazionisti nostrani alzarono la testa, nella speranza di tornare sulle barricate come secoli fa, quando la Chiesa perseguitava Galileo, o quando – era il 1860, appena un anno dopo la pubblicazione dell’Origine della specie – il vescovo anglicano Wilberforce avvisava che “il principio della selezione naturale è assolutamente incompatibile con la parola di Dio”. Ma Benedetto XVI non è caduto nell’errore. Nel 2008, in un dibattito sul tema alla Pontificia Accademia delle Scienze, ricordava che “per svilupparsi ed evolversi il mondo deve prima essere, e quindi essere passato dal nulla all’essere. Deve essere creato, in altre parole, dal primo Essere che è tale per essenza”, sostenendo così la compatibilità tra Creazione ed Evoluzione, e precisando: “Grazie alle scienze naturali abbiamo molto ampliato la nostra comprensione dell’unicità del posto dell’umanità nel cosmo”. È singolare allora che al CNR, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, ci fosse fino a pochi mesi fa un vicepresidente dichiaratamente creazionista. Non uno scienziato, ma un professore di storia delle religioni all’Università Europea di Roma. Per Roberto de Mattei, creazionismo ed evoluzionismo sono due teorie poste sullo stesso piano, e spetta alla filosofia, non alla scienza, il compito di decidere da che parte sta la verità. Nel 2009 organizzò un grande convegno dal titolo esplicito: “Evoluzionismo: il tramonto di un’ipotesi”. Tra i relatori c’era uno studioso francese che presentava una nuova datazione del Grand Canyon. Si era formato nell’arco di un anno appena, dichiarò senza battere ciclo: per opera del Diluvio universale.

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