A seguito di una lunga pioggia il 17 agosto del 1994 nella cittadina di Oakville (stato di Washington), diversi abitanti si accorsero che non si trattava di semplice acqua. A quanto pare le precipitazioni erano costituite da una strana sostanza gelatinosa, che da allora divenne nota come “Oakville blob”. Della misteriosa sostanza esistono almeno quattro testimoni chiave: l’agente David Lacey, Sunny Barclift, Dotty Heam e il dottor David Little che assistette quest’ultima, colpita da nausea a seguito del contatto con la sostanza. Tutti loro avrebbero accusato vari sintomi quali nausea e spossatezza. A seguito di presunte analisi eseguite nel locale ospedale sarebbe risultato che la sostanza fosse costituita da globuli bianchi.

Come viene raccontata la storia

Si comincia così a parlare di una epidemia di influenza provocata dalla misteriosa gelatina piovuta dal cielo. Da allora ad Oakville si svolge un festival apposito, detto “delle meduse”, la teoria che prese maggiormente piede fu infatti quella delle meduse piovute dal cielo. Nella notte si sarebbe svolta un’esercitazione militare con tanto di esplosioni nel mare, queste avrebbero causato la pioggia di meduse. La tesi del dottor Little invece fu quella dei rifiuti piovuti dallo scarico di un aeroplano di passaggio. L’ente federale dell’aviazione americana (Faa) smentì, in quanto la sostanza come venne descritta non poteva corrispondere. Presto col passare degli anni la storia si è arricchita arrivando a parlare di alieni e Scie chimiche.

Cosa successe davvero a Oakville?

Cerchiamo di fare un po’ di ordine. Quali sono i fatti accertati? Innanzitutto non ci fu nessuna pioggia gelatinosa, questa sostanza venne trovata solo in una fattoria nei dintorni. La presunta epidemia alla fine si riduce a un singolo caso accertato, correlato al contatto con la sostanza. Purtroppo non esistono più i campioni verificabili, vennero eseguite però almeno due analisi: una del microbiologo Mike McDowell al Washington State Department of Health e una dal collega Tim Davis degli AmTest Laboratories. Il  primo notò che la sostanza era piena di batteri, alcuni di questi tipici della flora batterica umana. Fu McDowell il primo a ipotizzare che si trattasse degli scarichi di un velivolo. La Faa smentì perché stando alle descrizioni la sostanza non si presentava di colore blu, così infatti verrebbro tinti i reflui prima di essere eiettati; inoltre i regolamenti ne vietano il rilascio a mezz'aria. Davis invece fu il primo a sostenere la presenza di cellule eucariote – da qui la storia dei “globuli bianchi” – ma non risultano dati sufficienti per confermarlo.

Non si trattò di un caso unico nel suo genere

Ad oggi non è più possibile verificare cosa sia successo quella notte, ma tutto fa pensare che la storia venne ingigantita trasformando in "pioggia letale" lo scarico di una sostanza gelatinosa nella fattoria di un abitante locale, molto probabilmente derivata da rifiuti organici, questi possono essere gettati anche senza bisogno di scomodare l’aviazione civile o le esercitazioni militari. Sappiamo però che non fu un caso unico nel suo genere. Ci fa specie il ritrovamento avvenuto in Australia nel 2014. Tali sostanze possono rivelarsi essere uova di rana, vomito di uccello (dopo aver mangiato la rana), muffe melmose o gel di ritenzione idrica usato per le piante. Il termine usato per indicare questi ritrovamenti è “Star jelly” (gelatina di stelle), si verifica sempre a seguito di una pioggia e causa preoccupazione tra la gente.