Crediti: ESO/M. Kornmesser
in foto: Crediti: ESO/M. Kornmesser

Ad appena 170 anni luce da noi si trova il disco proto-planetario della giovane stella TW Hydrae, che rappresenta il più vicino oggetto di questo tipo: questa caratteristica ne fa un "osservato speciale" da parte degli astronomi, unitamente al fatto che il disco ricorda quello che, secondo gli astronomi, doveva essere il nostro Sistema Solare all'epoca della sua formazione, oltre quattro miliardi di anni fa. Un gruppo di ricercatori, guidato da Catherine Walsh dell'osservatorio di Leiden, ha deciso di analizzare la chimica del disco proto-planetario di TW Hydrae servendosi del più potente osservatorio in funzione in grado di tracciare mappe della composizione chimica e della distruzione del gas freddo: ALMA (Atacama Large Millimeter/Submillimeter Array), il radiointerferometro posto a 5000 metri d'altitudine nel deserto cileno di Atacama.

Metanolo in un disco proto-planetario

Grazie ad ALMA, gli studiosi hanno così le rilevato impronte di alcol metilico allo stato gassoso (metanolo) nel disco: un'osservazione importante, dal momento che tale derivato del metano rappresenta una delle molecole organiche complesse più grandi identificate fino ad oggi in queste strutture. Il metanolo svolge un ruolo di importanza primaria nella ricca chimica che è necessaria della vita: osservare la sua presenza in oggetti pre-planetari, quindi, può aiutare a comprendere in che modo tali molecole si integrino nei pianeti che si stanno formando.

Trovare il metanolo in un disco protoplanetario mostra le capacità uniche di ALMA di sondare le riserve di composti organici complessi che si trovano in forma ghiacciata nei dischi e, per la prima volta, ci permette di guardare indietro, all'origine della complessità chimica di una culla stellare intorno a una stella giovane simile al Sole. – Catherine Walsh

La chimica degli ambienti astro-fisici

Il metanolo è un composto organico complesso che si forma esclusivamente nella fase ghiacciata, attraverso reazioni superficiali sui grani di polvere, il che lo differenzia da altri osservati nello spazio: questo dato conferisce una importanza straordinaria al metanolo per gli astro-chimici che, mappandolo nel disco di TW Hydrae, hanno scoperto una emissione significativa nei pressi della stella centrale ed una struttura ad anello.

Questo, spiegano i ricercatori, significa che il metanolo deve essersi formato sui grani ghiacciati del disco e, successivamente, è stato rilasciato in forma gassosa: osservazione che aiuta a chiarire alcuni importanti dettagli dei processi chimici negli ambienti astro-fisici.

Tali conclusioni implicano maggiori possibilità di esplorare la chimica dei dischi proto-planetari, il che apre a futuri miglioramenti anche nella caccia agli esopianeti in grado di ospitare la vita.