Tra i molteplici sintomi della COVID-19, l'infezione provocata dal coronavirus SARS-CoV-2, figura anche un forte mal di schiena. Il sintomo non viene citato espressamente negli elenchi dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dei Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie americani (CDC – Centers for Disease Control and Prevention), tuttavia è contemplato sotto la voce dei “dolori muscolari o articolari”. Come sottolineato a Repubblica dal professor Gioacchino Angarano, direttore dell'U.O.C. di Malattie Infettive presso l'Azienda Ospedale-Università Policlinico di Bari, i dolori muscolari possono essere molto forti e presentarsi “specialmente nelle donne, anche giovani”. Lo specialista aggiunge che essi si manifestano “soprattutto nella fase influenzale dalla malattia”, e dunque in quella iniziale. In alcuni casi il mal di schiena può essere tra i sintomi più dolorosi e debilitanti dell'infezione, e non essere nemmeno accompagnato da altre manifestazioni tipiche di una malattia respiratoria, come la febbre e la tosse. Del resto è stato dimostrato che la patologia può colpire direttamente o indirettamente praticamente ogni organo e tessuto del nostro organismo, ad esempio attraverso i coaguli di sangue o un esteso processo infiammatorio.

Secondo il documento “Report of the WHO-China Joint Mission on Coronavirus Disease 2019 (COVID-19)” pubblicato lo scorso anno dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, fra gli oltre 50mila pazienti inclusi nell'analisi il 15 percento ha sperimentato dolori muscolari, e spesso si trattava di mal di schiena di varia intensità. Come specificato a prevention.com dal professor Marcus Duda, chirurgo ortopedico e creatore di particolari "calzini antidolorifici", il coronavirus così come altri patogeni può provocare sintomi sistemici con dolori generalizzati in tutto il corpo. “Il dolore alle articolazioni, alla schiena e alle gambe è dovuto alla risposta infiammatoria del corpo al virus. Queste infezioni virali possono provocare tremori, brividi, dolori muscolari e rendere difficile la mobilità”, ha aggiunto lo scienziato. “Sono il risultato del rilascio di interleuchine da parte delle cellule del sistema immunitario, che sono proteine che aiutano nella lotta contro gli agenti patogeni invasori”, gli ha fatto eco il professor Richard Watkins, esperto di malattie infettive e docente di Medicina interna presso l'Ohio Medical University.

Il mal di schiena provocato dal coronavirus SARS-CoV-2 può essere talmente intenso da richiedere persino il ricovero. “Una cosa che non ti dicono è che puoi avere, in qualche modo, un lancinante dolore alla schiena. Chi lo sapeva? Com'è possibile?”, ha scritto la presentatrice statunitense Ellen Degeneres (62 anni) sul proprio profilo Twitter, dopo essere rimasta contagiata all'inizio di dicembre. La sua storia è analoga a quella raccontata alla Gazzetta del Mezzogiorno da Lucia, una donna di 42 anni di Molfetta che lo scorso novembre si è recata al Pronto Soccorso per dolori fortissimi nella zona lombare. Tutto si immaginava tranne che la causa fosse proprio l'infezione da coronavirus SARS-CoV-2, determinata dalla positività ai tamponi. Nel suo caso, non è stato sperimentato alcun tipo di sintomo respiratorio. “Ho iniziato improvvisamente ad accusare dolori molto forti alla schiena, ma inizialmente non mi sono preoccupata più di tanto. In accordo con il mio medico, ho iniziato ad assumere degli antidolorifici, ma senza ottenere alcun risultato, anzi le mie condizioni sono peggiorate. Nessun sintomo di raffreddamento, mai avuto febbre, tosse o quella classica perdita di gusto e olfatto”, ha dichiarato Lucia al quotidiano. Il dolore era talmente forte, ha spiegato, che aveva persino difficoltà a respirare. Non a caso il professor Angarano ha affermato che il dolore può essere così forte da essere paragonabile a quelle delle "ossa rotte".

Naturalmente il mal di schiena può avere molteplici origini – dalla cattiva postura all'osteoporosi, per citare due esempi – e dunque sperimentarlo non significa automaticamente essere stati contagiati dal coronavirus SARS-CoV-2. Alla luce di quanto evidenziato, tuttavia, questa possibilità non può essere esclusa al 100 percento, pertanto è doveroso consultare il proprio medico che saprà sicuramente indicare il percorso migliore da seguire. “Se il mal di schiena è persistente, diventa più grave nel tempo o è accompagnato da una inspiegabile perdita di peso o intorpidimento degli arti, parla con il tuo medico per garantire una diagnosi corretta”, si specifica su prevention.com, a maggior ragione se accompagnato da sintomi respiratori. Fortunatamente nella maggior parte dei casi i dolori muscolari da COVID-19 non sono così invalidanti come accaduto nei alla presentatrice americana e alla donna di Molfetta.