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12 Ottobre 2017
16:03

Il mais contiene micotossine pericolose per la salute? Tutto sulle fumonisine del cereale

Tra le tossine prodotte dai funghi, le micotossine, le cosiddette fumonisine destano particolare preoccupazione poiché si sviluppano nel mais e in altri cereali. Ecco cosa sono, perché si formano e cosa possono comportare.
A cura di Andrea Centini
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Le fumonisine sono sostanze tossiche prodotte da funghi (micotossine) del genere Fusarium che si sviluppano principalmente nel mais, ma possono essere rinvenute anche in altri cereali come riso, sorgo, miglio e grano. La loro scoperta risale agli anni '80 del secolo scorso, tuttavia gli effetti sugli animali che consumano mais contaminato sono noti da almeno 150 anni. Per l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) sono inserite nella classe 2B, ovvero quella delle sostanze ‘potenzialmente cancerogene' per l'essere umano. Sui topi tale effetto è invece confermato. I rischi per l'uomo non derivano soltanto dal consumo diretto di prodotti a base di mais contenenti le micotossine, come ad esempio la polenta, ma anche dal consumo del latte e altri derivati di animali alimentati con cereali contaminati.

Cosa sono le fumonisine e perché si trovano nel mais

Le fumonisine, tecnicamente esteri dell'acido tricarballilico, sono tossine prodotte dai funghi microscopici del genere Fusarium; tra essi Fusarium moniliforme, Fusarium proliferatum e Fusarium verticilloides. La proliferazione dei funghi è legata a quella della piralide del mais (Ostrinia nubilalis), una farfalla di medie dimensioni le cui larve sono particolarmente ghiotte delle cariossidi dei cereali, ovvero del frutto secco tipico delle graminacee. Lasciando le loro feci sulle piante esse creano un ambiente ideale per la proliferazione dei funghi Fusarium. Esistono 15 tipologie di fuminosine prodotte da questi funghi; le più diffuse e pericolose sono le cosiddette FB1.

Come agiscono le fumonisine e cosa provocano

Le molecole presenti nelle fumonisine inibiscono naturalmente la biosintesi degli sfingolipidi, che ha come diretta conseguenza l'accumulo della sfinganina, una sostanza che spinge le cellule al “suicidio cellulare” (l'apoptosi) attraverso un'azione citotossica. Gli effetti delle fumonisine sono ben dimostrati per gli animali: sono infatti responsabili di una malattia mortale per i cavalli nota col nome di leucoencefalomalacia e dell'edema polmonare acuto nei maiali, anch'esso con esito infausto. Negli esperimenti su topi e ratti è invece emerso un stretto legame col cancro esofageo. Proprio quest'ultimo rappresenta la minaccia principale per gli esseri umani, come dimostrato da alcuni studi condotti su popolazioni che mangiano molto mais, come ad esempio quelle del nordest italiano. Dalle statistiche è emersa una maggiore incidenza del carcinoma dell'esofago. Le fuminisine possono comportare anche una micotossicosi acuta, ovvero un'intossicazione alimentare che sfocia in problemi gastrointestinali, inoltre possono interferire col corretto sviluppo del tubo neurale negli embrioni, sfociando in potenziali malformazioni del cervello e del midollo spinale.

L'opzione del mais OGM

Il cosiddetto mais OGM BT, una variante geneticamente modificata con geni tradotti dal batterio Bacillus thuringiensis, espone una tossina in grado di uccidere le larve della farfalla piralide e dunque di ridurre drasticamente la presenza di fuminosine nelle coltivazioni. In Italia, a differenza di molti altri paesi, la coltivazione per il consumo umano di questo prodotto è vietata, ma il mais OGM viene regolarmente importato per nutrire il bestiame degli allevamenti. Il mais BT, assieme ad altre due varianti geneticamente modificate, è da tempo al centro di un'aspra polemica a causa dei vantaggi e degli svantaggi che può comportare, in associazione alle coltivazioni di mais convenzionale.

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