L'inquinamento luminoso sta danneggiando la nostra salute, distruggendo gli ecosistemi, uccidendo gli animali e togliendo le stelle dal cielo: le città sono infatti sempre più illuminate. Basti pensare che tra il il 2012 e il 2016 le aree inquinate dalla luce sono aumentate a un ritmo del 2,2 percento all'anno in tutto il mondo. Il fenomeno, che impedisce al 33 percento dell'umanità di poter osservare la spettacolare Via Lattea, influenza direttamente il naturale orologio biologico, e secondo alcune recenti indagini potrebbe persino accrescere il rischio di sviluppare tumori.

A determinare l'aumento dell'inquinamento luminoso un team di ricerca composto da studiosi del German Research Center for Geosciences, del Leibniz-Institute of Freshwater Ecology and Inland Fisheries e di altri enti e istituti, che ha sfruttato i dati del primo radiometro satellitare calibrato per i riflettori notturni, il VIIRS (Visible / Infrared Imager Radiometer Suite). Il sensore è montato sul satellite Suomi-NPP del NOAA, in orbita attorno al nostro pianeta dall'ottobre del 2011.

L'aumento dell'illuminazione è stato osservato ovunque, ma in particolar modo nei Paesi in via di sviluppo asiatici, sudamericani e africani. Le uniche nazioni dove le luci artificiali si sono ridotte sono quelle in guerra, la Siria e lo Yemen, a causa dei bombardamenti che hanno falciato infrastrutture, edifici e centrali elettriche, oltre a centinaia di migliaia di vite umane.

Il dato registrato dagli scienziati, tuttavia, è sicuramente sottostimato. L'occhio del VIIRS, infatti, non riesce a vedere radiazioni sotto la lunghezza d'onda dei 500 nanometri, cioè la luce blu, un ambiente nel quale operano le lampade a LED. Grazie al risparmio energetico che comportano, negli ultimi anni in moltissime città hanno sostituito l'illuminazione tradizionale. Per questo gli scienziati ritengono che il fenomeno dell'inquinamento luminoso possa essere sensibilmente più ampio di quello registrato.

È stato dimostrato che la luce artificiale disturba gli equilibri degli ecosistemi, spingendo gli animali a comportamenti anomali. Il caso emblematico è quello di alcune tartarughe marine appena nate, che invece di essere attratte dalla luce della Luna riflessa sul mare preferiscono quelle dei lampioni, finendo investite e uccise a migliaia. Ma la luce influenza anche il comportamento di alcuni insetti impollinatori notturni, dei pipistrelli e di numerose altre specie. La luce blu, inoltre, interferisce con la produzione della melatonina e ha un impatto sui ritmi circadiani, compresi quelli dell'essere umano. Gli effetti non sono trascurabili e sarà necessario trovare una soluzione anche a questa invadente e “silenziosa” forma di inquinamento. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica ScienceAdvances.

[Credit: SAM7682]