Un nuovo studio dimostrerebbe che il tanto ‘odiato' glifosato (sostanza in grado di distrugge le ‘erbacce' e che viene utilizzato in associazione ai pestidici, che invece uccidono i parassiti) non sarebbe cancerogeno come invece ritenuto da studi passati: la guerra all'erbicida della Monsanto sembra non avere fine, mentre in Europa i Paesi si stanno schierando sempre più contro questo prodotto. Ma dove sta la verità? La risposta probabilmente è che solamente in futuro potremo capire davvero quali siano i veri (se ci sono) effetti negativi del glifosato sulla salute, nel frattempo però ricapitoliamo quale sia la situazione delle ricerche pubblicate attualmente, partendo proprio da quello pubblicato in data 9 novembre.

Cos'è il glifosato: tutto quello che c'è da sapere

Glifosato non cancerogeno.

Il nuovo studio, intitolato “Glyphosate Use and Cancer Incidence in the Agricultural Health Study”, è stato pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute e sarebbe il più vasto studio longitudinale mai effettuato in grado di aiutarci a comprendere quali siano gli effetti del glifosato sulla salute. Protagonisti dello studio sono gli agricoltori stessi che utilizzano l'erbicida: si tratta di 90.000 persone degli USA (Iowa e Carolina del Nord) analizzate tra il 1993 e il 2010. La ricerca ha valutato gli effetti di 54.251 applicazioni di erbicida, di queste 44.932 di glifosato e ne ha valutato la correlazione con i casi di cancro: dai dati raccolti è emerso che “il glifosato non è statisticamente significativamente associato al cancro”. Durante lo studio è stato riconstrato un incremento del rischio di sviluppare la leucemia mieloide acuta (LMA), ma, affermano i ricercatori, “non c'è un'associazione statisticamente significativa”. Insomma, secondo il nuovo studio possiamo utilizzare ‘tranquillamente' il glifosato perché: non è cancerogeno.

Ma quindi davvero il glifosato non è cancerogeno?

Prima di affermare con assoluta certezza che il glifosato non è cancerogeno, dobbiamo ricordarci che studi passati hanno però ottenuto risultati differenti

  • l'EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) è giunta alla conclusione che “è improbabile che la sostanza sia genotossica” (danneggiare il DNA) o “che presenti una minaccia di cancro per l'uomo”. Ricordiamo però che secondo Greenpeace questa valutazione si è basata su ricerche effettuate dai produttori di glifosato, quindi potrebbe non essere imparziale
  • l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) è giunta alla conclusione che, per l'uomo, esistono “limitate prove di cancerogenicità” e che il glifosato deve essere inserito tra le sostanze “probabilmente cancerogene per l'uomo”. Ricordiamo che secondo l'EFSA, l'OMS avrebbe effettuato le sue analisi con approcci diversi rispetto ai suoi e che questo avrebbe condotto a risultati opposti
  • l'ECHA (Agenzia europea delle sostanze chimiche) è giunta alla conclusione che “il glifosato è da considerarsi una sostanza che causa seri danni agli occhi e che è tossica per la vita acquatica con effetti che durano nel tempo”, ma “le evidenze scientifiche a disposizione non incontrano il criterio secondo il quale bisognerebbe classificare il glifosato come cancerogeno, mutageno e tossico per la riproduzione”.

Sembra impossibile fare chiarezza.

In un contesto scientifico così contrastato e contrastante, sembra impossibile fare chiarezza, viste anche le implicazioni economiche di un colosso come Monsanto. Nel frattempo però l'Europa sembra intenzionata ad abbandonare l'erbicida: in occasione della votazione prevista in Commissione Europea circa l'utilizzo del glifosato per altri 5 anni, non è stata raggiunta la maggioranza necessaria per il rinnovo (55%). Nove i Paesi contrari a continuare ad utilizzare il glifosato, tra questi c'è anche l'Italia, oltre a Francia, Austria, Lussemburgo e Belgio. Quattordici quelli a favore, tra questi Regno Unito e Irlanda. Germania astenuta. Per sapere se questo prodotto verrà o no abbandonato, dovremo aspettare il prossimo 15 dicembre, quando è prevista la scadenza della licenza.