Nel cuore della notte tra giovedì 21 e venerdì 22 maggio un gigantesco asteroide saluterà la Terra con uno spettacolare (e sicuro) passaggio ravvicinato. Si tratta di (136795) 1997 BQ, un “sasso spaziale” di classe apollo con un diametro che la NASA stima essere compreso tra i 670 metri e 1,5 chilometri. Per l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) la lunghezza dell'asteroide si attesterebbe invece sugli 800 metri. Qualunque siano le effettive dimensioni dell'oggetto celeste, che spaziano da quelle del più grande grattacielo del mondo (il Burj Khalifa di Dubai) a quelle di ben cinque Tour Eiffel impilate una sull'altra, si tratta di uno dei più grandi asteroidi classificati come “potenzialmente pericolosi” dalle agenzie spaziali.

Dei cosiddetti oggetti potenzialmente pericolosi (Potentially Hazardous Object/Asteroid – PHO/PHA) fanno parte tutti i corpi celesti (sia asteroidi che comete) che hanno un diametro superiore ai 150 metri e che a causa della propria orbita riescono ad avvicinarsi alla Terra a una distanza inferiore alle 0,05 unità astronomiche, pari a 7,5 milioni di chilometri. Una Unità Astronomica o UA è infatti la distanza che separa il nostro pianeta dal Sole, circa 150 milioni di chilometri (spazia dai 147 milioni di chilometri del perielio ai 152 milioni di chilometri dell'afelio). Nel caso di (136795) 1997 BQ, si stima che alle 03:45 ora italiana del 22 maggio transiterà a una distanza dalla Terra di 0,0411 unità astronomiche, ovvero poco meno di 6,2 milioni di chilometri, pari a 16 volte la distanza che ci separa mediamente dalla Luna (384mila chilometri). Può sembrare una distanza enorme, ma in termini squisitamente astronomici si tratta di un valore estremamente contenuto.

Fortunatamente gli astronomi di ESA e NASA garantiscono che si tratta di un passaggio assolutamente privo di rischi per il nostro pianeta. L'impatto con un corpo celeste del genere, che viaggia alla velocità di 42mila chilometri orari (11,7 chilometri al secondo), sarebbe del resto catastrofico a livello regionale, avendo la capacità di “cancellare” intere metropoli. Basti pensare che un grosso meteoroide esploso sulla Siberia centrale il 30 giugno 1908 determinò l'abbattimento di 80 milioni di alberi (su una superficie di oltre 2mila chilometri quadrati). Aveva un diametro stimato compreso tra soli 30 e i 60 metri. Soltanto la fortuna volle che la collisione, nota come “Evento di Tunguska”, si verificò in un ambiente completamente disabitato.

L'incidente verificatosi in Russia non è comunque paragonabile a quello che scatenò l'estinzione dei dinosauri non aviani e di numerosi gruppi di animali 66 milioni di anni fa, alla fine del Cretaceo: in quel caso ad abbattersi sulla Terra fu un colosso di quasi 14 chilometri di diametro chiamato chicxulub, dal nome del luogo (sul golfo del Messico) in cui cadde.

Al momento tra gli oltre 2mila NEO (Near Earth Object) monitorati costantemente da NASA ed ESA non risultano corpi celesti con traiettorie che puntano dritte verso la Terra. Il 6 maggio del 2022, tuttavia, l'asteroide 2009 JF1 di 130 metri e grande come la Piramide di Giza potrebbe avvicinarsi ad appena 2.500 chilometri dalla Terra.