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Il futuro remoto dell’universo, intervista a Paolo De Bernardis

Dal Big Bang caldo alla “morte termica nel freddo”: il destino del nostro universo tra miliardi di anni, spiegato dall’astrofisico italiano.
A cura di Nadia Vitali
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A Futuro Remoto per parlare del futuro remoto dell'Universo, sulla base di quella che è la teoria corrente di maggior successo nell'ambito cosmologico che vuole il nostro universo originato da un Big Bang caldo, l'enorme esplosione iniziale, e attualmente protagonista di un processo di espansione e raffreddamento che osservazioni più recenti hanno scoperto essere sempre più rapido. Ad accompagnarci in questo viaggio, l'astrofisico Paolo De Bernardis, docente presso l'Università di Roma La Sapienza e, negli anni '90, responsabile del progetto BOOMERanG, la missione che, grazie all'utilizzo di voli sub-orbitali di palloni di alta quota, misurò la radiazione cosmica di fondo di una parte dello spazio. Un esperimento che ha «in qualche modo pesato l'Universo, cioè stabilito quale fosse la densità totale di massa e di energia» e i cui risultati sono stati perfettamente integrati dalle osservazioni delle supernovae che, verso la fine degli anni '90, hanno spiegato come «il 70% di questa energia avesse una forma mai osservata prima, di energia oscura»: quell'energia oscura che sta accelerando il nostro universo.

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