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Il farmaco contro i dolori mestruali cura anche l’Alzheimer

I ricercatori hanno scoperto che un farmaco comunemente utilizzato per contrastare i dolori mestruale è in grado di curare l’Alzheimer e ristabilire la memoria nei topi.
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A cura di Zeina Ayache
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I ricercatori hanno scoperto che un farmaco già in commercio è in grado di curare dall'Alzheimer i topi ristabilendo completamente la memoria persa. Si chiama acido mefenamico ed è comunemente utilizzato contro i dolori mestruali, ma anche l'emicrania, la cefalea e altre condizioni dolorose di lieve e moderata entità e adesso, secondo le ultime notizie, è capace anche di contrastare la malattia neurodegenerativa. Lo studio che è giunto a questa conclusione, potenzialmente rivoluzionaria, è stato intitolato “Fenamate NSAIDs inhibit the NLRP3 inflammasome and 2 protect against Alzheimer’s disease in rodent models” ed è disponibile su Nature Communication.

Per giungere a queste conclusioni, i ricercatori hanno analizzato il comportamento e la memoria di due gruppi di topi, ai primi è stato somministrato il farmaco, ai secondi invece il placebo. Al termine dell'esperimento, gli scienziati hanno scoperto che i topi che avevano assunto il farmaco avevano recuperato la memoria persa ed erano dunque riusciti a contrastare i sintomi dell'Alzheimer. Ma come è possibile?

Gli scienziati sostengono che a permettere il recupero della memoria sia stato l'effetto antinfiammatorio del farmaco, studi precedenti hanno infatti dimostrato che l'Alzheimer peggiora anche a causa di un'infiammazione del cervello chiamata inflammasoma NLRP3 che danneggia le cellule del cerebrali provocando appunto la perdita di memoria. “Prima di oggi nessun farmaco era riuscito a raggiungere l'infiammazione, siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti” hanno affermato i ricercatori che adesso necessitano di ulteriori studi per capire se quanto valido per i topi possa funzionare anche per gli esseri umani. Molto spesso infatti, nel 95% dei casi più o meno, i traguardi raggiunti sui topi si rivelano fallimentari su di noi.

Il vantaggio di questo farmaco è che venendo utilizzato sull'uomo per altri scopi ha già superato i test necessari per l'approvazione, bisognerebbe dunque “solo” accertarsi che sia in grado di curare l'Alzheimer come per i topi.

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