Era il 1997 quando un grido di allarme si levava dall'Oriente e si diffondeva in tutta Europa ed America. Il virus dell'aviaria, annunciavano i ricercatori, non era più un agente patogeno che interessava i soli uccelli, ma veniva contagiato all'uomo ed era altamente virale e mortale. L'allarme cominciò a nutrirsi di numeri e i numeri ad accrescere la paura. Si ipotizzarono pandemie, che consegnavano generosamente all'Italia un numero di possibili morti pari a 150mila persone. Seguì la corsa ai laboratori di ricerca per studiare un vaccino o un farmaco che potessero prevenire o curare la malattia, seguirono investimenti e poi, tra le diverse opzioni, nel 2000 l'OMS indicò il Tamiflu Oseltamivir, prodotto dalla Roche spa, come il farmaco più idoneo a curare la febbre aviaria.

Cochrane collaboration, un gruppo di scienziati indipendenti, pubblicò nel 2009 uno studio in cui respingeva l'efficacia del Tamiflu contro la febbre suina. Nel caso dell'aviaria il giudizio dell'associazione noprofit, pubblicato dal British medical journal, è ancora più impietoso: il farmaco suggerito dall'Organizzazione Mondiale della Sanità sarebbe semplicemente inutile. L'unico effetto valido del Tamiflu è quello che accomuna tutti i farmaci a base di paracetamolo: una riduzione dei sintomi influenzali nei primi quattro giorni della malattia. Il farmaco chiamato a debellare l'aviaria e per il quale i governi di mezzo mondo hanno sborsato cifre considerevoli, non sarebbe poi così diverso da una normale Tachipirina.

Nel 2005 Bush ottiene dal Congresso il via libera per un finanziamento di 7,1 miliardi di dollari per combattere la pandemia, dei quali 1,4 vengono utilizzati per l'acquisto dei farmaci. Dal 1997 al 2001 il brevetto del farmaco è stato proprietà della Gilead, il cui presidente era Donald Rumsfeld, segretario di Stato americano dal 2001 al 2006. Lo stesso Segretario di Stato ordina la somministrazione del Tamiflu ai soldati americani. Nel frattempo arrivano gli ordinativi dai diversi paesi, dal valore di 13 milioni per la Francia, 14,6 per il Regno Unito, 5,4 per il Canada, 2,3 per la Svizzera (paese in cui ha sede la Roche). In Italia il Tamiflu viene acquistato in quantità tali da poter essere somministrato al 10% della sua popolazione contemporaneamente. Tra il 2003 e il 2005 i fatturati della Roche salgono alle stelle, arrivando a quadruplicare le vendite del suo Tamiflu. Del farmaco promosso dall'OMS e imposto dall'ex Segretario di stato Usa si viene intanto a sapere che tra le "evidenze scientifiche" a sostegno della commercializzazione del prodotto c'è, tra altri, uno studio fatto su un unico paziente.