La situazione in Perù è sempre più grave da quanto dall'oleodotto della compagnia petrolifera Petroperu sono fuoriuscite grandi quantità di petrolio che si sono riversate nei fiumi Marañon, uno dei più importanti affluenti del celebre Rio delle Amazzoni, e Chiriaco. Ad oggi si parla di 3.000 barili di greggio che stanno contaminando l'ambiente e la popolazione che per l'acqua faceva affidamento proprio su questo fiume.

Secondo le analisi effettuate dalla OEFA (Organismo de Evaluación y Fiscalización Ambiental) del Ministero dell'Ambiente peruviano, a portare alla fuoriuscita del greggio non sarebbero state due falle all'oleodotto, come inizialmente si pensava, ma le attività di manutenzione programmate dalla Petroperu per riparare alcune anomalie che erano state riscontrate sui tubi.

Al di là delle cause dell'incidente, ciò che al momento preme è comprendere come proteggere le comunità locali che in questo momento sono, comprensibilmente, disperate. Le immagini riguardanti il disastro ambientale parlano da sole. Le persone manualmente stanno cercando di raccogliere il greggio che però è pericoloso per la salute, come raccontano anche i bambini che, in seguito alla raccolta, confermano di soffrire di mal di testa e di pancia.

E non è tutto. Il disastro ambientale avrà forti ripercussioni oltre che sulla flora e sulla fauna locale anche sull'economia del posto che si basava proprio su questi fiumi. Ad oggi non è possibile dire quando, e soprattutto se, la situazione potrà rientrare e i fiumi potranno tornare puliti.

Quanto sta accadendo in Perù ricorda il dramma di pochi mesi fa in Brasile quando crollarono due dighe di una miniera di ferro provocando il più grande disastro ambientale della storia del Paese.

[Foto copertina di Oni FC]