Il periodo della Pasqua – assieme a quello delle festività natalizie – rappresenta per i nostri cani il più pericoloso dell'anno per il rischio di avvelenamento da cioccolato, alimento altamente tossico per il migliore amico dell'uomo. La ragione è semplice; durante le feste si consumano molti più dolci a base del delizioso ingrediente, come le immancabili uova di Pasqua, e le probabilità che i cani vi entrino in contatto sono sensibilmente superiori. Non solo perché "Fido" potrebbe accedere più facilmente a quantità significative di cioccolato non opportunamente custodito, ma anche perché molti ignorano del tutto che si tratta di un alimento nocivo per gli animali domestici. C'è infatti chi “rifila” qualche pezzetto credendo di fare un piacere al proprio cane – sappiamo tutti che vanno pazzi per l'odore del cioccolato -, ma si tratta di un errore che può costare carissimo.

La ragione dell'elevata tossicità del cioccolato risiede nella teobromina, un alcaloide purinico (composto organico contenente azoto) che è presente abbondantemente nelle piante del cacao e, in misura inferiore, in quelle del . Come sottolineato dall'istituto Humanitas, si tratta di una sostanza con effetti stimolanti per il sistema nervoso centrale, inoltre ha proprietà cardiocinetiche e vasodilatatorie, in particolar modo per i vasi coronarici. L'effetto psico-stimolante è circa dieci volte inferiore rispetto a quello della caffeina, e in dosi moderate la teobromina è considerata sicura e ben tollerabile per l'uomo, poiché viene metabolizzata rapidamente. Quando il consumo è eccessivo, tuttavia, può determinare “irrequietezza, tremori, ansia, sudorazione, aritmie, perdita di appetito, nausea, vomito, riduzione del sonno”, spiega l'Humanitas. Nei cani nei gatti, poiché viene metabolizzata molto lentamente, ha effetti altamente tossici e potenzialmente fatali, se si superano determinate concentrazioni.

Come specificato dall'organizzazione britannica Blue Cross For Pets, “i cani potrebbero ammalarsi dopo aver mangiato più di 3,5 grammi di cioccolato fondente per ogni chilogrammo di peso corporeo”. I cani di piccola taglia sono molto più a rischio di quelli grandi, proprio per il basso peso corporeo. “Ad esempio – aggiunge l'ente benefico – se il tuo cane pesa 10 chilogrammi, sarebbe più a rischio se mangiasse 35 grammi di cioccolato fondente o più”. Il cioccolato fondente è più pericoloso di quello a latte perché contiene concentrazioni sensibilmente più elevate di teobromina, e quello in polvere è il più pericoloso in assoluto. “Se il tuo cane ha consumato questo, allora devi chiamare immediatamente il tuo veterinario”, specifica la Blue Cross For Pets. Per quanto concerne il cioccolato al latte, l'organizzazione raccomanda di chiamare il veterinario se il cane dovesse mangiare più di 14 grammi di cioccolato solido di questo tipo per chilogrammo di peso corporeo. “Se il tuo cane pesa 10 kg, probabilmente sarebbe a rischio se mangiasse 140 grammi di cioccolato al latte solido o più”, aggiunge Blue Cross. Il cioccolato bianco ha un rischio ridotto, viste le scarse concentrazioni di teobromina, ma di certo non è un alimento valido per i cani; essendo grasso e zuccherino può comportare altri seri problemi di salute, compresi obesità, diabete e disturbi metabolici.

Gli esperti suggeriscono di contattare il veterinario prima che compaiano i sintomi, e soprattutto quando non si è sicuri delle quantità di cioccolato ingerite dal proprio cane. Tra i sintomi che i cani possono sperimentare vi sono vomito, diarrea, iperattività, tremori, convulsioni e problemi cardiaci. Nei casi gravi di intossicazione il cioccolato può anche uccidere un cane (o un gatto, che è suscettibile a dosi ancora inferiori, sebbene tendenzialmente non apprezzi i cibi dolci come fido). In base a un sondaggio del The Voice of the Veterinary Profession citato dal Daily Mail, che ha coinvolto oltre 850 veterinari del Regno Unito, è emerso che il 60 percento degli specialisti ha avuto a che fare con almeno un caso di cane avvelenato da cioccolato, soprattutto nei periodi delle festività. Bisogna dunque fare estrema attenzione a dove si lascia il cioccolato e soprattutto non lo si deve mai dare deliberatamente, anche innanzi agli irresistibili "occhioni dolci".