Due lupi e la luna piena Credit: myriam–photos
in foto: Due lupi e la luna piena Credit: myriam–photos

Il nuovo anno si aprirà con una serie di affascinanti eventi astronomici, resi particolarmente godibili (anche) dalle lunghe ore di oscurità che caratterizzano la stagione invernale. Tra gli spettacoli da segnare sul calendario vi sono sicuramente il picco massimo delle Quadrantidi del 4 gennaio (purtroppo “rovinato” da condizioni osservative non proprio favorevoli); l'eclissi penombrale della Luna Piena del Lupo attesa per venerdì 10 gennaio e il valzer celeste tra la stella supergigante rossa Antares e il pianeta roccioso Marte, che danzeranno nel cielo sudorientale poco prima dell'alba a partire dal 17 gennaio. Ecco tutto quello che c'è da sapere per non perdersi i momenti più belli nel firmamento di inizio 2020.

Eclissi di penombra della Luna Piena del Lupo

Alle 20:21 di venerdì 10 la Luna raggiungerà la fase di pienezza, che nel mese di gennaio prende il nome di Luna Piena del Lupo. Come sempre l'appellativo è legato alla tradizione dei nativi americani algonchini, che assegnavano i nomi ai pleniluni in base agli eventi naturali più significativi per la comunità. Nel caso specifico il riferimento è agli ululati dei lupi, che in questo periodo dell'anno si fanno più lunghi e frequenti. Le tribù avevano enorme rispetto per questi animali, non timore, per questa ragione hanno deciso di omaggiarli con la prima Luna Piena del calendario lunare. Nel 2020 lo spettacolo sarà reso più suggestivo dall'eclissi penombrale, dovuta al transito del satellite della Terra attraverso il cono di penombra proiettato dalla Terra. La Luna, come indicato dall'Unione Astrofili Italiani (UAI) entrerà nel cono di penombra della Terra alle 18:07; la centralità dell'eclissi verrà raggiunta alle 20:10, pochi minuti prima dell'effettiva fase di plenilunio, mentre l'uscita si verificherà alle 22:12. L'intero evento sarà ben visibile dall'Italia; il 10 gennaio, infatti, la Luna sorgerà alle 16:40 (ora di Roma), e durante l'eclissi e il momento esatto della pienezza sarà ben alta nel cielo orientale, nel cuore della costellazione dei Gemelli.

Congiunzioni Astrali di gennaio 2020

La prima congiunzione astrale del 2020 è anche la più affascinante di tutto il mese. Avrà infatti come protagonisti la stella supergigante rossa Antares, la più brillante della costellazione dello Scorpione, e il “Pianeta Rosso” Marte. Proprio la colorazione affine dei due oggetti renderà il valzer particolarmente suggestivo. Il primo incontro avverrà poco prima dell'alba del 17 gennaio, e poiché è coinvolta una stella (“fissa” sullo sfondo) e non un altro pianeta i due oggetti resteranno vicini anche nei giorni successivi. Lo spettacolo si verificherà dopo le 05:00 del mattino nel cielo sudorientale, e durerà fin quando i raggi solari non cancelleranno il pianeta e la stella dal firmamento. Nella seconda congiunzione astrale il Pianeta Rosso concederà un valzer alla falce di Luna calante, all'alba di lunedì 20 gennaio. In realtà Marte sarà più vicino alla stella Antares che al satellite della Terra, sempre nel cielo sudorientale, dunque si tratterà di una danza a tre. Tre giorni più tardi una sottilissima falce di Luna calante (la Luna Nuova è attesa il 24 gennaio) duetterà col gigante gassoso Giove poco dopo le 6:30 del mattino a Sud Est. Poiché il Sole sorgerà attorno alle 7:30 ora di Roma ci sarà poco tempo per ammirare la congiunzione astrale, prima che i raggi solari facciano sparire tutto. L'ultima danza celeste di gennaio 2020 vedrà impegnati la Luna e il “Pianeta dell'Amore” Venere la sera di martedì 28 gennaio; i due oggetti duetteranno nel cielo sudoccidentale poco al di sopra della costellazione dell'acquario, fin quando non spariranno oltre la linea dell'orizzonte a Ovest, attorno alle 20:30.

I pianeti

Il primo pianeta del Sistema solare, Mercurio, è notoriamente uno dei più difficili da ammirare. A gennaio regalerà solo qualche breve finestra osservativa al tramonto e negli ultimi giorni del mese. Venere è invece uno dei protagonisti assoluti del cielo invernale, e potremo osservarlo alto e luminoso nel cielo occidentale tutte le sere. Trattandosi del terzo oggetto più luminoso della volta celeste (dopo Sole e Luna), individuarlo sarà molto semplice; del resto la luce riflessa dalla sua densa e corrosiva atmosfera si illumina come quella di un piccolo faro. Marte sarà invece ben visibile all'alba, e le occasioni migliori saranno sicuramente quelle in cui duetterà con la Luna e la stella Antares. Il gigante gassoso Giove tornerà visibile solo verso la fine di gennaio, molto basso nel cielo sudorientale e all'alba; anche in questo caso sarà da non perdere il suo duetto con la Luna atteso per il 23 gennaio. Il “Signore degli Anelli” Saturno sarà purtroppo inosservabile per tutto gennaio, mentre il gigante ghiacciato Urano sarà ben osservabile (al telescopio) nel cielo occidentale, in particolar modo nelle prime ore di buio. Nettuno sarà invece visibile poco dopo il tramonto, molto basso nel cielo occidentale, ma solo ed esclusivamente al telescopio.

Le meteore di gennaio

L'unico sciame meteorico degno di nota nel mese di gennaio è quello delle Quadrantidi, uno dei più spettacolari dell'interno anno. Noto anche col nome di Bootidi – a causa della vicinanza con la costellazione di Boote -, ha uno ZHR (Tasso Orario Zenitale) di 120 meteore; ciò significa che si possono apprezzare fino a 120 fiammate luminose nel cielo ogni ora. Purtroppo, come indicato, il 2020 non sarà l'anno migliore per ammirare queste meteore, poiché il picco massimo è atteso attorno alle 10:00 del mattino del 4 gennaio, durante il giorno. Il maggior numero di meteore sarà comunque visibile prima dell'alba a Est, osservando a sinistra della costellazione di Boote (della quale la stella più luminosa è Arcturus, Arturo). Le Quadrantidi originano dall'asteroide 196256 (2003 EH1).

Oggetti del profondo cielo

La magnifica costellazione di Orione domina il cielo invernale e con essa tutti gli splendidi oggetti del profondo cielo che la accompagnano. La Nebulosa di Orione (M42) e il complesso nebuloso molecolare di Orione, nel quale troviamo la Nebulosa Testa di Cavallo, la Nebulosa Fiamma e la Nebulosa IC 434, sono infatti tra i soggetti più ammirati e fotografati da un telescopio. Da non perdere anche la Nebulosa Rosetta, non troppo distante dalla costellazione di Orione, l'ammasso doppio in Perseo e alcune galassie, come Andromeda, M101 e la Galassia del Triangolo.