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La casa farmaceutica francese DBV Technologies ha sviluppato un cerotto chiamato ‘Viaskin Peanut' in grado di contrastare una delle allergie più comuni e diffuse, quella alle arachidi, che nei soli Stati Uniti uccide circa duecento persone ogni anno. Il cerotto ha superato una serie di fasi sperimentali, compresi i più recenti trial clinici coordinati dal National Institutes of Health (NIH), e presto verrà sottoposto alla Food and Drugs Administration americana (FDA) al fine di ottenere l'approvazione commerciale. In base ai risultati divulgati in seno al meeting annuale della American Academy of Allergy, Asthma and Immunology, appena conclusosi ad Atlanta, il cerotto risulta particolarmente efficace nei bambini; nell'83 percento di quelli tra i 6 e gli 11 anni coinvolti nell'ultimo studio, il quantitativo di proteine di arachidi ingeribile era significativamente superiore. Il trattamento col cerotto da 250 microgrammi, durato per tre anni, ha permesso un consumo di proteine dieci volte maggiore rispetto a quello possibile prima dei test.

Il Viaskin Peanut è stato efficace anche negli adulti fino ai 55 anni di età, ma i risultati migliori sono stati registrati proprio con i più piccoli. Il cerotto si basa sulla cosiddetta immunoterapia epicutanea (EPIT) e rilascia un modesto quantitativo di proteine delle arachidi nell'organismo; ciò serve ad abituare il sistema immunitario alle sostanze, dandogli modo di riconoscerle come ‘non pericolose' scongiurando reazione allergica. A differenza di quella alle uova e al latte, l'allergia alle arachidi generalmente tende a permanere per tutta la vita, ed essa, oltre a comportare il rischio di shock anafilattico, ha effetti sensibili sulla qualità della vita, col rischio di sfociare in ansia, comportamento antisociale e paura di mangiare. Il pericolo infatti non deriva dalle sole arachidi vere e proprie, ma anche dai numerosi alimenti che possono contenerne tracce.

Secondo recenti stime, l'allergia alle arachidi ha subito un brusco incremento negli ultimi anni, e in alcuni paesi come Stati Uniti e Regno Unito il suo impatto è praticamente raddoppiato nei bambini con età inferiore ai cinque anni. Il fenomeno è in crescita anche in Europa, dove tuttavia il consumo di questo alimento è sensibilmente inferiore rispetto ad altre parti del mondo.

[Foto di DBV Technologies]