Mentre in molti si rallegrano del caldo anomalo di questo periodo, pubblicando in rete fotografie in riva al mare, in pochi si rendono realmente conto della gravità delle attuali condizioni meteo in cui si trova il nostro Pianeta. Lo sanno bene però al Polo Nord dove il riscaldamento globale ha portato ad uno sbalzo termico di quasi 30 gradi oltre la media. Ma non è tutto. Questo passaggio è avvenuto in sole 24 ore. Un drammatico innalzamento che porterà con sé evidenti conseguenze sia sullo scioglimento dei ghiacci che sulle condizioni di vita della fauna locale.

Responsabile di questo caldo è, ancora una volta, El Niño, il fenomeno climatico che ormai da qualche mese ha portato scompiglio in vari punti della Terra e che ancora non sembra aver concluso il proprio ciclo. Ci basta ricordare il caldo anomalo dell'estate 2015 per farci un'idea della sua potenza.

La stessa NASA lancia l'allarme El Niño e spiega che, dati e comparazioni grafiche alla mano, le condizioni climatiche sono simili a quelle del 1997, quando si registrarono fenomeni meteorologici estremi, dalle tempeste di ghiaccio alle ondate di caldo torrido. Insomma, El Niño sembrerebbe non essere intenzionato a salutarci a breve, per questo dobbiamo tenerci pronti ad affrontare un clima non del tutto prevedibile.

Il problema dunque non riguarda solo l'Artico. Come spiega Richard Spinrad, scienziato del NOAA, quello che accade al Polo Nord, non resta al Polo Nord, ma ha effetti su tutto il Pianeta, come dimostrano l'innalzamento dei mari e la perdita di alcune specie animali.

Ci basti pensare ad esempio all'orso polare che, secondo le ultime stime, è condannato a scomparire entro il 2050, anche se i ricercatori più scettici ritengono che gli orsi rimasti siano destinati a morire in massa già entro il 2020.

Solo i prossimi giorni potranno dirci se, almeno in Italia, l'inverno abbia in programma di arrivare.