mal di testa

Per gli addetti ai lavori si chiama Clostridium botulinum, ma ai più è noto come botulino o botox. Si tratta del batterio della tossina botulinica: veleno naturale mortale, elisir di giovinezza "plastica" e, forse, formidabile antidolorifico. Il dottor Ferrari dell’University School of Life Sciences presso l’Università di Lincoln (Regno Unito) sta infatti lavorando al versatile batterio perché possa essere adoperato, ad esempio, nelle terapie contro i mal di testa più aggressivi. I dettagli saranno illustrati domani alla conferenza "Beyond Botox: molecular engineering and the design of new therapeutic" nella stessa Università di Lincoln. L'uso del botox come antidolorifico sarebbe particolarmente vantaggioso, secondo il dott. Ferrari, per la capacità di produrre i propri effetti i tempi molto lunghi rispetto alla diretta concorrenza. Detto altrimenti, con le parole dello stesso Ferrari,

Il punto di forza di questa molecola è che il sollievo dal dolore può durare fino a sette mesi, in un modo simile alle iniezioni [estetiche] di Botox che durano per diversi mesi. L’ingegnerizzazione di questo tipo di tossina ha molti usi e offrirebbe un notevole miglioramento della qualità della vita per le persone che soffrono di dolore cronico.

150 nanogrammi di Botox uccidono un adulto, ecco il principale ostacolo all'uso analgesico dello spietato batterio. Il dott. Ferrari già in un precedente studio condotto nel Medical Research Council Laboratory of Molecular Biology di Cambridge coordinato dal professor Bazbek Davletov aveva studiato un metodo per eliminare gli effetti tossici del Clostridium botulinum. Così re-ingegnerizzata la tossina è "ancora in grado di bloccare il rilascio della neurotrasmissione, ma – prosegue il dott. Ferrari – l’effetto di paralisi è molto minore perché abbiamo scoperto un modo per impedire alla tossina di raggiungere i muscoli".

[Foto da Wikipedia]