Il polmone del mondo, la Foresta Amazzonica, sta diventando sempre meno capace di tollerare i cambiamenti e, secondo alcuni scienziati, la sua resistenza sarebbe vicina al limite

L'Amazzonia è entrata ufficialmente in un periodo di transizione, il polmone della Terra si sta trasformando: questo significa che quella che un tempo fu la vastissima foresta che offriva rifugio a specie animali e vegetali sconosciute e a uomini mai entrati in contatto con altre civiltà, è diventata sempre meno capace di resistere alla lunga mano dell'uomo che, più o meno direttamente, ne sta condizionando il destino. La foresta amazzonica non riesce più ad ammortizzare i colpi che inquinamento e disboscamento selvaggio le hanno assestato negli ultimi decenni.

Secondo un gruppo di ricercatori che ha curato uno studio recentemente pubblicato su Nature i sintomi che presenta il gigante verde del Sud America sarebbero assolutamente preoccupanti e non lascerebbero spazio a molti dubbi: mutamenti nella portata dei fiumi e nella frequenza delle precipitazioni sono stati la prima spia del problema ma, se fino a poco tempo fa, tutti gli studiosi concordavano nel sostenere che l'Amazzonia avesse un'elevata resilienza, ovvero capacità del sistema di mantenere l'equilibrio, anche a dispetto degli attacchi subiti, negli ultimi tempi sembra che l'intervento dell'uomo stia lasciando tracce sempre più profonde.

Massiccia deforestazione ed incendi hanno inciso su un territorio che, in cinquant'anni, ha visto i suoi abitanti passare dai 6 ai 25 milioni di unità, con la superficie di foresta ridotta dell'80%. Qualche piccolo passo avanti che ha portato ad una progressiva diminuzione delle aree disboscate a partire dagli esordi del 2000 non può certamente ancora dirsi risolutivo di una condizione che, all'occhio degli esperti, si sta mostrando sempre più in tutta la sua spaventosa pericolosità: e così se fino a ieri la minaccia gravava principalmente sugli abitanti dell'Amazzonia, oggi è l'intero ecosistema che rischia il collasso.

Il contributo dell'impatto dello stato di salute generale del pianeta, inoltre, non è da sottovalutare in questa sede: l'inquinamento dovuto alle emissioni nell'atmosfera, il conseguente riscaldamento globale e, dunque, il fenomeno della siccità che tende a diventare sempre più frequente, tutti questi fattori si sono combinati con i danni apportati dall'uomo sul polmone del mondo. Creando una situazione che, al momento, non può che essere irreversibile se nessuno, tra quanti hanno il potere di farlo, manifesta la volontà di cambiare il corso delle cose.