Il fossile di un piccolo uccello preistorico vissuto 127 milioni di anni fa sta fornendo nuovi indizi su come questo gruppo di animali si è adattato a sopravvivere durante il dominio dei dinosauri. Lo stato del reperto è particolarmente interessante poiché l'uccello morì pochi giorni dopo la nascita, dunque le sue ossa ancora in formazione sono una sorta di enciclopedia per gli scienziati, che possono osservare in che modo si sono sviluppate determinate caratteristiche fisiche e comportamentali.

Analizzare il fossile è stato tuttavia poco agevole, poiché sebbene sia quasi completo si tratta di uno dei più piccoli mai trovati; misura infatti meno di cinque centimetri e pesa circa 10 grammi. Per far emergere i suoi ‘segreti' un team di ricerca internazionale coordinato da ricercatori dell'Interdisciplinary Centre for Ancient Life (ICAL) presso l'Università di Manchester (Regno Unito) si è avvalso della potentissima tecnologia “synchrotron radiation” eseguita in tre distinte strutture, i sincrotoni di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia. In questo modo gli studiosi guidati dal professor Fabien Knoll hanno potuto studiarne i dettagli con una precisione ‘fantascientifica' solo qualche anno addietro.

Dagli esami è emerso che parte delle ossa del piccolo uccello, come quelle dello sterno, erano cartilaginee e quindi non ossificate quando è morto. L'animale dunque non poteva ancora spiccare il volo. Ciò, tuttavia, non significa che esso fosse totalmente dipendente dai genitori. Oggi infatti nascono sia uccelli in una condizione definita precociale, indipendenti sin dalla nascita come i polli, e altri che necessitano delle cure dei genitori per diverso tempo prima di conquistare l'indipendenza (condizione altrizionale). Per questo non si può sapere quale fosse il rapporto coi suoi genitori.

Il piccolo volatile era un cosiddetto enantiornite, un gruppo di uccelli preistorici vissuti nel Mesozoico tra i 250 e i 65 milioni di anni fa. Della stessa linea tassonomica  fa parte il meraviglioso fossile di 100 milioni di anni fa trovato all'interno di un blocco di ambra in Birmania. I dettagli sul nuovo fossile sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica Nature Communications.

[Credit: Università di Manchster/Raul Martin]