L'estinzione di massa più catastrofica del nostro Pianeta, quella del Permiano-Triassico (P-Tr) avvenuta 252 milioni di anni fa, è stata causata da un'estrema attività vulcanica che ha interessato l'intero globo terracqueo. Le conseguenze delle colossali eruzioni furono tali che in “appena” trentamila anni si estinse l'80 percento delle specie marine e il 70 percento di quelle terrestri. Non furono risparmiati nemmeno gli insetti: quella del Permiano-Triassico è infatti l'unica grande estinzione di massa nota per aver sterminato anche questi invertebrati, che proprio nel periodo Permiano si diffusero con specie gigantesche.

Le vere cause di questa catastrofe per la biodiversità terrestre sono dibattute da decenni dagli esperti, ma oggi l'enigma sembra essere stato definitivamente risolto. Il merito è di un team di ricerca internazionale guidato da scienziati dell'Accademia Cinese delle Scienze, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi dell'Università di Calgary (Canada), del Museo di Storia Naturale di Washington e del Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston. Gli studiosi, coordinati dal paleobiologo Shen Shuzhong, hanno trovato una vera e propria “istantanea” della devastazione in sette strati di roccia vulcanica, scoperti nella regione autonoma cinese di Guangxi. Dall'analisi dei reperti fossili gli studiosi hanno avuto conferma che a determinare l'estinzione di massa non fu l'impatto con uno o più corpi celesti – come avvenuto per l'estinzione del Cretaceo – e nemmeno l'improvviso rilascio di idrati di metano dal fondo degli oceani, bensì l'attività vulcanica, anch'essa da tempo nel mirino degli scienziati. Mancava solo la “pistola fumante” che è stata trovata grazie alle analisi delle rocce vulcaniche.

Ma come hanno fatto le eruzioni vulcaniche a sterminare così tanti animali? Le ragioni risiedono nelle conseguenze a cascata del fenomeno su scala globale. L'abnorme emissione di gas serra come l'anidride carbonica, ad esempio, creò una vera e propria cappa sulla Terra, producendo un aumento delle temperature di ben 10° centigradi, con effetti catastrofici sulla sopravvivenza delle specie. Piogge acide, una netta diminuzione dei livelli di ossigeno negli oceani – dove morirono soprattutto animali con scheletri composti da carbonato di calcio – e l'accumulo di sostanze tossiche nell'aria hanno inoltre creato un mix letale per la maggior parte degli organismi, portando all'estinzione interi gruppi tassonomici. Alcuni animali fortunatamente sopravvissero, e diedero vita ai grandi rettili che dominarono la Terra sino a 66 milioni di anni fa. Sebbene oggi non stiamo vivendo simili catastrofi, è comunque in atto la sesta estinzione di massa, della quale i responsabili siamo proprio noi. I dettagli dell'affascinante studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Geological Society of America Bulletin.