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Covid 19
29 Aprile 2021
13:07

I vaccini Covid di Pfizer e Moderna abbattono del 94% il rischio di ricovero negli anziani

Analizzando l’efficacia della vaccinazione parziale o totale contro il coronavirus SARS-CoV-2, un team di ricerca guidato dai CDC americani ha dimostrato che dopo la seconda dose i vaccini di Pfizer e Moderna abbattono del 94 percento il rischio di ricovero per Covid per le persone con più di 65 anni.
A cura di Andrea Centini
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Il mondo reale è ben diverso dall'ambiente controllato degli studi clinici, pertanto quando viene annunciata l'efficacia di un farmaco a seguito della sperimentazione vanno tenuti presenti i molteplici fattori che potrebbero ridurla una volta in commercio. Fortunatamente i vaccini contro il coronavirus SARS-CoV-2 stanno dimostrando nel mondo reale una protezione assimilabile a quella emersa nei trial clinici; non a caso nei Paesi in cui la campagna vaccinale sta procedendo più speditamente, come in Israele e quelli del Regno Unito, i tassi di ricovero in ospedale e i decessi per COVID-19 sono letteralmente crollati rispetto ad alcune settimane addietro. Negli Stati Uniti, dove in base alla “mappa delle vaccinazioni” di Our World in Data sono state somministrate ben 234 milioni di dosi, un nuovo studio ha appena dimostrato che i vaccini anti Covid abbattono del 94 percento il rischio di ricovero in ospedale per gli anziani contagiati dal patogeno pandemico.

A determinare la grande protezione dalla malattia grave garantita dai vaccini è stato un copioso team di ricerca americano guidato da scienziati del CDC COVID-19 Response Team dei Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Centro Medico dell'Università Vanderbilt, del Centro Medico di Baystate, del Beth Israel Deaconess Medical Center, della Scuola di Medicina dell'Università del Colorado, dell'Ospedale Johns Hopkins Hospital di Baltimora e di numerosi altri istituti e nosocomi statunitensi. Gli scienziati, coordinati dal professor Mark W. Tenforde, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver analizzato l'efficacia della vaccinazione (totale o parziale) contro il coronavirus SARS-CoV-2 in soggetti con un'età uguale o maggiore ai 65 anni, tutti ricoverati presso 24 ospedali di 14 Stati americani tra il primo gennaio e il 26 marzo del 2021. I vaccini coinvolti nell'analisi sono stati i due farmaci a mRNA approvati per l'uso di emergenza: il BNT162b2/Tozinameran (nome commerciale Comirnaty) sviluppato da Pfizer in collaborazione con la società di biotecnologie tedesca BioNTech; e l'mRNA-1273 (o CX-024414) messo a punto da Moderna Inc., assieme a National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) e Biomedical Advanced Research and Development Authority.

I 417 pazienti ospedalizzati coinvolti nello studio avevano un'età media era di 73 anni. La coorte era per il 48 percento composta da donne; per il 73 percento da bianchi non ispanici; per il 17 percento da neri non ispanici e per il 6 da ispanici. Il 4 percento viveva in una struttura di assistenza sanitaria a lungo termine. Incrociando tutti i dati, il professor Tenforde e i colleghi hanno determinato che a due settimane dalla ricezione della prima dose di vaccino (entrambi si basano su due dosi, con la seconda a 3 o 4 settimane dalla prima), gli anziani contagiati dal coronavirus SARS-CoV-2 avevano il 64 percento delle probabilità in meno di essere ricoverati rispetto ai non vaccinati. Tra coloro che invece erano stati completamente immunizzati contro il patogeno pandemico, il rischio di ospedalizzazione in caso di positività risultava abbattuto del 94 percento. Al di sotto delle due settimane dalla prima dose, invece, gli scienziati non hanno osservato differenze nei tassi di ospedalizzazione. Ciò è perfettamente coerente col fatto che dopo l'inoculazione del vaccino l'organismo ha bisogno di tempo per iniziare ad approntare le difese immunitarie, che vengono collaudate e rinforzate – aumentando ad esempio in numero significativo gli anticorpi neutralizzanti – solo dopo la seconda dose.

“Questi risultati sono incoraggianti e positivi per i due terzi delle persone di età pari o superiore ai 65 anni che risultano già completamente vaccinate”, ha dichiarato in un comunicato stampa la dottoressa Rochelle Walensky, direttrice del CDC . “I vaccini COVID-19 sono altamente efficaci e questi risultati nel mondo reale confermano i benefici osservati negli studi clinici, prevenendo i ricoveri tra i più vulnerabili”, ha aggiunto la scienziata. I dettagli della ricerca “Effectiveness of Pfizer-BioNTech and Moderna Vaccines Against COVID-19 Among Hospitalized Adults Aged ≥65 Years — United States, January–March 2021” sono stati pubblicati sul sito dei CDC.

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