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Si stima che ogni anno i serpenti mordano 5,4 milioni di persone in tutto il mondo, delle quali restano avvelenate circa la metà (la forchetta va da 1.8 milioni a 2.7 milioni). Fra le numerose vittime dei rettili perdono la vita fino in 140mila (81.410 – 137.880), e fino in 420mila restano con disabilità permanenti, legate alle amputazioni o ai danni agli organi interni. In alcuni Paesi si tratta di un vero e proprio problema di salute pubblica, in particolar modo in Asia, America del Sud e Africa, dove si concentra la maggior parte degli incidenti. Per questa ragione l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che ha diffuso i dati in un rapporto ad hoc, ha deciso di approntare una strategia al fine di dimezzare i numeri sopraindicati entro i prossimi dieci anni (2030). Ha persino istituito una divisione apposita chiamata "Snakebite Envenoming Working Group", che ha l'obiettivo di coinvolgere le comunità, garantire trattamenti sicuri ed efficaci, rafforzare i sistemi sanitari e migliorare partnership, coordinamento e risorse.

Antidoto. A differenza di molte malattie, gli effetti del veleno dei serpenti nella maggior parte dei casi possono essere contrastati efficacemente con appositi antidoti. Paradossalmente, i luoghi in cui queste sostanze sono meno disponibili (o hanno una qualità scadente) sono proprio quelli in cui servirebbero di più. Gli antidoti più efficaci possono essere costosi da produrre, e a causa della bassa domanda diverse case farmaceutiche hanno deciso di non produrne più, col risultato che il prezzo dei prodotti disponibili è letteralmente schizzato alle stelle (pur trattandosi di farmaci essenziali dell'OMS). Se a ciò si aggiungono la carenza di dati sui morsi e sulle specie di serpenti, i metodi di controllo scadenti per certificare la qualità degli antidoti, i processi produttivi privi di linee guida standardizzate e la carenza di infrastrutture adeguate, viene dipinto uno scenario non troppo rassicurante. L'OMS ha deciso di intervenire su questo fronte sin dal 2015, trattando i casi di avvelenamento da morso di serpente alla stregua delle malattie tropicali neglette, quelle causate da una serie di agenti patogeni (dai batteri ai protozoi) nelle popolazioni a basso reddito dei Paesi in via di sviluppo.

Gli effetti dei morsi. In base al grado di tossicità del veleno (e della sua quantità) si possono avere conseguenze anche fatali, a causa di paralisi respiratorie, arresto cardiaco, emorragie, necrosi dei tessuti, insufficienza organica irreversibile e altro ancora. Tra le principali vittime dei serpenti vi sono i coltivatori, le donne e i bambini; proprio i più piccoli sono esposti ai rischi maggiori, a causa della ridotta massa corporea. Attraverso la nuova strategia l'OMS vuole rendere i morsi di serpente molto meno dannosi e letali di quanto lo sono oggi. Va tenuto presente che questi animali non sono “cattivi”, ma mordono perché si sentono minacciati o perché si invade il loro territorio. Le zanzare uccidono molto di più; quasi un milione di persone ogni anno.