Credit: NASA/Justyn R. Maund
in foto: Credit: NASA/Justyn R. Maund

Per la prima volta gli scienziati hanno analizzato una supernova di tipo Ia (derivata da una nana bianca) grazie al telescopio spaziale TESS della NASA, ottenendo nuove informazioni sulla sua possibile origine e sugli elementi che ha proiettato nello spazio dopo l'esplosione. Nello specifico, durante le analisi spettroscopiche condotte sulla supernova ASASSN-18tb sono state tracce di idrogeno che suggeriscono una possibile origine legata alla presenza di una terza stella “normale” nel suo sistema. Ma procediamo con ordine.

La ricerca. A studiare la supernova di tipo Ia è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati dell'Università Statale dell'Ohio, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Massachusetts Institute of Techonology (MIT), dell'Osservatorio Astronomico Sudafricano, degli Osservatori Carnegie e di altri istituti. Gli studiosi, coordinati dal dottor Patrick J. Vallely del Dipartimento di Astronomia dell'ateneo di Columbus, non si sono avvalsi solo del TESS (Transite Exoplanet Survey Satellite), il cacciatore di pianeti ed erede spirituale del Telescopio Spaziale Kepler, ma anche di un piccolo telescopio del progetto ASAS-SN (All-Sky Automated Survey for Supernovae) e del Grande Telescopio Sudafricano, grazie ai quali hanno ottenuto i dati fotometrici e spettroscopici di ASASSN-18tb. Come indicato, hanno rilevato dell'idrogeno che contrasta su quanto si sapeva delle supernova di tipo Ia, in particolar modo su quelle formate in un sistema binario di nane bianche.

Il terzo elemento. Poiché le nane bianche sono stelle che hanno esaurito l'idrogeno per compiere le reazioni nucleari, quando si trasformano in una supernova di tipo Ia non possono rilasciarlo direttamente (non essendo più presente). Nel caso di ASASSN-18tb gli scienziati pensavano che la nana bianca facesse parte di un sistema binario con una stella normale, dalla quale avrebbe strappato la massa che l'ha condotta a esplodere in supernova e a proiettare l'idrogeno rilevato. Tuttavia l'analisi della curva di luce dell'oggetto celeste ha dimostrato che nel sistema erano tutte e due nane bianche, prive di idrogeno. Dunque da dove deriva quello intercettato dagli strumenti? Secondo il professor Kris Stanek, docente presso il Dipartimento di Astronomia dell'Università Statale dell'Ohio, nel sistema era presenta una terza stella di tipo normale, quella da cui la nana bianca avrebbe strappato materia fino a esplodere in una supernova di tipo Ia. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.