Un team di ricerca dell'Università della California di Santa Cruz (UCSC) ha scoperto che i puma (Puma concolor), grossi felini conosciuti anche col nome di leoni di montagna o coguari, sono letteralmente terrorizzati dalla voce umana, tanto da abbandonare in fretta e furia una preda fresca pur di allontanarsi dalla nostra specie. La scoperta, oltre a gettare nuova luce sul comportamento di questi affascinanti e temuti animali, un vero e proprio spauracchio per gli escursionisti che si avventurano sulle montagne americane, sottolinea quanto l'urbanizzazione estrema abbia portato a modificare l'etologia di predatori in cima alla catena alimentare.

Gli zoologi, coordinati dalla dottoressa Justine Smith, attualmente in forze all'Università di Berkeley, hanno condotto l'indagine su 17 puma che vivono sulle montagne della California, tutti monitorati attraverso collari GPS per seguirne gli spostamenti all'interno del proprio ‘home-range', l'area nella quale si riproducono e vanno a caccia. Dopo aver individuato i siti di alimentazione preferiti dai puma, dove principalmente si nutrono di cervi, i ricercatori vi hanno posizionato alcune foto-trappole con sensore di movimento, che facevano partire una registrazione audio – con voce umana – non appena un animale la faceva scattare. In alcuni siti, al posto della voce umana è stata messa la registrazione del gracidare di rane come classica verifica di controllo.

Uno dei puma monitorati dai ricercatori dell’UCSC: credit UCSC
in foto: Uno dei puma monitorati dai ricercatori dell’UCSC: credit UCSC

Al termine di 29 esperimenti, gli studiosi hanno scoperto che nell'83 percento dei casi i puma che hanno ascoltato la voce umana sono fuggiti mentre si nutrivano, mentre il gracidare delle rane ha spaventato soltanto un felino. Dopo l'ascolto delle voci, registrazioni di un programma radiofonico, i puma non solo hanno impiegato molto più tempo per ritornare nella stessa area, ma in seguito si sono alimentati delle prede di circa la metà di quanto non facciano normalmente. Si tratta di dati preoccupanti, che si collegano a quelli di una precedente ricerca nella quale è stato dimostrato che i puma uccidono molte più prede (il 36 percento in più) nelle aree ad elevata densità umana. In pratica, sono costretti a uccidere di più perché consumano meno carne per ogni preda abbattuta.

La dottoressa Justine Smith segue il segnale del collare di un puma: credit UCSC
in foto: La dottoressa Justine Smith segue il segnale del collare di un puma: credit UCSC

“La paura è il meccanismo che sta dietro una cascata ecologica che va dall'uomo al puma all'aumento della predazione dei puma sui cervi", ha sottolineato il professor Chris Wilmers, un ecologista della fauna selvatica dell'ateneo californiano. Questa sensibile modifica nei comportamenti predatori potrebbe avere effetti negativi soprattutto sulle femmine che alimentano i piccoli, e di conseguenza sull'intera popolazione di puma californiani. I dettagli dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Proceedings of the Royal Society B.

[Foto di Greg Hume]