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Le radici dei pioppi hanno una straordinaria capacità di "mangiare" la plastica, assorbendo grandi quantità di inquinanti chiamati ftalati. La scoperta potrebbe contribuire alla riduzione di queste pericolose sostanze dall'ambiente. Del resto gli ftalati, messi nel mirino da numerose ricerche scientifiche, sono stati trovati in concentrazioni preoccupanti anche nei luoghi più remoti e apparentemente incontaminati del nostro pianeta.

Orgoglio italiano. A dimostrare la straordinaria capacità dei pioppi nell'assorbire questi micro-inquinanti da plastica è stato un team di ricerca italiano guidato da scienziati dell'Istituto di Scienze della Vita presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, che hanno collaborato a stretto contatto con colleghi del CNR-Istituto di Fisiologia Clinica della città toscana. Gli studiosi, coordinati dalla professoressa Francesca Vannucchi, si sono concentrati sul pioppo bianco o gattice (Populus alba), nello specifico sul clone denominato “Villafranca”. Vannucchi e colleghi hanno esposto per 21 giorni al di-2-etilesilftalato o diottilftalato (DOP) il pioppo coltivato in idroponica (non interrato), osservando un aumento della biomassa della radice del 29 percento e una riduzione dell'8 percento delle porzioni aeree. Dalle analisi dei tessuti sono emersi l'accumulo degli ftalati e la grande tolleranza dell'albero a questo inquinante. Si tratta di un risultato molto significativo da un punto di vista di tutela ambientale, anche se la gestione di queste sostanze nell'albero sono tutte da verificare. I dettagli della ricerca italiana sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Environmental Science and Pollution Research.

Cosa sono gli ftalati

Gli ftalati sono tra gli inquinanti più diffusi e di grande preoccupazione per gli scienziati, a causa dell'impatto negativo sugli ecosistemi e sulla nostra salute. Sono dei cosiddetti interferenti endocrini o perturbatori endocrini, cioè molecole in grado di influenzare il normale funzionamento del sistema endocrino ingannando. Si trovano principalmente nei materiali plastici in PVC per renderli più morbidi e flessibili, ma sono presenti anche negli smalti, nei plastificanti e nei pesticidi. È noto che possono contaminare la frutta e la verdura che portiamo a tavola. Studi condotti su modelli animali hanno dimostrato la loro capacità di danneggiare organi come il fegato e i reni, mentre altri hanno fatto emergere una correlazione con l'alterazione dello sviluppo dei genitali maschili e gli aborti spontanei.