panda

Un team di zoologi della prestigiosa Università di Oxford ha determinato che la caratteristica colorazione bianca e nera del panda gigante (Ailuropoda melanoleuca) si sarebbe sviluppata in questo modo bizzarro per due differenti ragioni: un ‘compromesso mimetico' per celarsi nel proprio habitat naturale e un metodo rapido per comunicare con predatori e altri esemplari della propria specie. Questi animali, originari della Cina centrale, sopravvivono sui monti del Sichuan, e non potendo mostrare tutto l'anno una pelliccia completamente bianca come l'orso polare, avrebbero sviluppato la duplice livrea per poter essere al riparo in tutte le condizioni climatiche. Nello specifico, dorso, fianchi, pancia, posteriore e testa sarebbero più adatti all'ambiente innevato, mentre spalle e zampe nere aiuterebbero i panda a mimetizzarsi nell'ombra delle foreste temperate.

Un giovane panda si riposa - Foto di Cimberley https://pixabay.com/it/panda-orso-panda-sonno-riposo-1236875/
in foto: Un giovane panda si riposa – Foto di Cimberley

Questa spiegazione, tuttavia, per i ricercatori non può essere estesa a tutta la testa dell'animale; il colore nero delle orecchie e delle caratteristiche macchie attorno agli occhi avrebbero infatti tutt'altro significato. Le prime servirebbero a comunicare ‘ferocia' ai potenziali predatori, come le tigri, mentre le seconde rappresenterebbero un metodo efficace per il riconoscimento tra panda. Gli zoologi, che hanno pubblicato i dettagli del proprio studio su Behavioral Ecology, per giungere a queste conclusioni hanno effettuato un certosino lavoro di comparazione con le pellicce di 39 sottospecie di plantigradi e con quelle di circa 200 carnivori. Il panda, pur essendo fondamentalmente erbivoro consumando ben 40 chilogrammi di germogli di bambù al giorno, dal punto di vista zoologico appartiene al gruppo dei carnivori.

Un panda col suo 'piatto' preferito
in foto: Un panda col suo ’piatto’ preferito

Non è la prima volta che la colorazione degli animali genera dubbi e grattacapo nei ricercatori; il caso più emblematico è probabilmente quello delle zebre, anch'esse bianche e nere ma caratterizzate dalle caratteristiche strisce. Secondo molti zoologi esse servirebbero a confondere i predatori durante la fuga, non dandogli modo di mettere a fuoco un singolo esemplare mentre le zebre scappano all'unisono. Per altri sarebbero un deterrente contro le punture di insetti fastidiosi, mentre per altri avrebbero lo stesso significato delle macchie oculari dei panda, ovvero il riconoscimento intraspecifico.

[Foto di skeeze]