Qualche mese fa vi abbiamo parlato del rischio che correvano 47 dei 68 lupi norvegesi che vivono liberi sul territorio nazionale: il WWF si era mosso immediatamente contro al provvedimento che avrebbe permesso l'uccisione del 70% della popolazione del mammifero e oggi arriva la conferma che la voce di tutti coloro che si erano dimostrati contrari a questa concessione ai cacciatori è stata ascoltata. Purtroppo però non possiamo cantar vittoria del tutto: il provvedimento ha infatti consentito l'uccisione programmata di 15 lupi fuori della zona di gestione del lupo e sei di questi sono già stati abbattuti.

“Oggi esprimiamo il nostro più sentito grazie al Ministro Helgesen per aver salvato la vita di 32 lupi ascoltando così le ragioni di chi si batte ogni giorno per la sopravvivenza dei lupo” ha dichiarato Nina Jensen del WWF Norvegia. L'abbattimento di tanti esemplari avrebbe infatti rischiato di mettere a dura prova la sopravvivenza del lupo nell'area norvegese che in questi anni era riuscito a ripopolarsi raddoppiando il numero, stiamo comunque parlando di una cifra molto bassa: 68 lupi considerati a forte rischio estinzione.

Insomma, in conclusione di questo 2016 arriva una mezza buona notizia dal nord che forse non è stato presa altrettanto bene dai cacciatori e da tutti coloro che avevano richiesto di uccidere un numero maggiore di lupi: ultimamente infatti sono state molte le vittime di questi animali, in particolare tra il bestiame.

Il problema è l'eccessiva vicinanza dell'uomo all'habitat naturale del lupo. “Speriamo che questo sia un primo passo verso l’abolizione totale della caccia al lupo in questo paese così avanzato per tanti altri aspetti” ha concluso WWF Italia.

[Foto di F.Cianchi/WWF]