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Coronavirus
15 Dicembre 2020
13:36

I LED ultravioletti uccidono i coronavirus in soli 30 secondi

Un team di ricerca israeliano guidato da scienziati dell’Università di Tel Aviv ha dimostrato che le lampadine a LED ultravioletti (LED UV) sono in grado di distruggere il 99,9 percento delle particelle dei coronavirus dalle superfici in meno di 30 secondi. Il sistema è ultrarapido, non richiede intervento diretto dell’uomo come l’irrorazione chimica ed è economico.
A cura di Andrea Centini
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I diodi a emissione di luce ultravioletta (LED UV), o più semplicemente LED ultravioletti, sono in grado di eliminare oltre il 99,9 percento delle particelle virali dei coronavirus in meno di trenta secondi. Nello specifico, in vari esperimenti sono state annientate le particelle del coronavirus umano OC43 (HcoV-OC43), uno dei virus che causa il comune raffreddore e che condivide diverse caratteristiche genetiche col coronavirus SARS-CoV-2, il patogeno responsabile della pandemia che stiamo vivendo. Sono infatti entrambi appartenenti al genere dei Betacoronavirus, per questo gli scienziati lo hanno utilizzato come surrogato per condurre la propria indagine. La tecnologia dei LED ultravioletti – già utilizzata nella disinfezione – non è ancora ampiamente diffusa, tuttavia lo sarà nel prossimo futuro, inoltre è economica, pertanto gli scienziati ritengono che presto potrà essere utilizzata su larga scala nella lotta al coronavirus.

A determinare che le lampadine a LED ultravioletti riescono a distruggere i coronavirus in brevissimo tempo è stato un team di ricerca israeliano guidato da scienziati della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Tel Aviv e del Dipartimento di Biologia e Ambiente della Facoltà di Scienze Naturali dell'Università di Haifa e Oranim College, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Central Virology Laboratory del Ministero della Salute e del Chaim Sheba Medical Center. Gli scienziati, coordinati dai professori Yoram Gerchman e Hadas Mamane, hanno sperimentato diverse lunghezze d'onda, determinano che quella di 285 nanometri (nm) aveva un'efficacia quasi paragonabile a quella di 265 nm. Come indicato, meno di mezzo minuto è stato sufficiente per distruggere le particelle virali del coronavirus con cui avevano contaminato le superfici. Si tratta di un risultato estremamente significativo, perché come spiegato in un comunicato stampa dell'Università di Tel Aviv, le lampadine a LED da 285 nanometri sono molto meno costose delle seconde, oltre a essere decisamente più reperibili.

I vantaggi dei LED ultravioletti nella disinfezione anti COVID sono molteplici rispetto ai trattamenti chimici, che richiedono tempo e l'intervento diretto dell'uomo, mentre le lampadine a LED UV possono essere piazzate in luoghi strategici e abbattere le particelle del coronavirus in modo continuo. “Il mondo intero sta attualmente cercando soluzioni efficaci per disinfettare le superfici dal coronavirus”, ha dichiarato il professor Mamane. “Il problema è che per disinfettare un autobus, un treno, un palazzetto dello sport o un aereo mediante irrorazione chimica, è necessaria manodopera fisica e, affinché l'irrorazione sia efficace, è necessario dare alla sostanza chimica il tempo di agire sulla superficie. Sistemi di disinfezione basati su lampadine a LED, invece, possono essere installati nei sistemi di ventilazione e nei condizionatori, ad esempio, sterilizzando l'aria aspirata e poi riemessa nell'ambiente”, ha spiegato lo scienziato.

Va sottolineato che tali sistemi non sono idonei per disinfettare le case, dato che l'esposizione diretta alla luce ultravioletta è dannosa per la salute, pertanto gli scienziati si aspettano che la tecnologia possa essere impiegata in ambito industriale, all'interno di sistemi robotici, condizionatori d'aria, aspirazione, trattamento dell'acqua e simili, permettendo di disinfettare ampie superfici a basso costo e in modo rapido e sicuro. In precedenza un team di ricerca italiano coordinato da scienziati dell'Università degli Studi di Milano aveva dimostrato che i normarli raggi ultravioletti di tipo C (UVC) con una lunghezza d'onda compresa tra i 280 e i 100 nanometri sono in grado di distruggere rapidamente il coronavirus SARS-CoV-2. I dettagli della ricerca israeliana “UV-LED disinfection of Coronavirus: Wavelength effect” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Journal of Photochemistry and Photobiology B: Biology.

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