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Sviluppato un rivoluzionario idrogel a base di gusci d'uova che potrebbe rivoluzionare la crescita delle ossa per le persone che hanno bisogno di innesti in seguito a incidenti, malattie, invecchiamento e devastanti ferite di guerra. Lo hanno messo a punto scienziati americani di vari dipartimenti dell'Università del Massachusetts Lowell. I ricercatori, coordinati dalla professoressa Gulden Camci-Unal, docente presso il Dipartimento di Ingegneria Biomedica e Biotecnologie dell'ateneo americano, hanno scelto i gusci delle uova poiché sono ricchissimi di carbonato di calcio, un elemento presente nelle ossa al 12 percento (il più abbondante è il fosfato di calcio all'86 percento).

La tecnica. Dopo aver triturato i gusci d'uova gli scienziati hanno inserito le particelle in una sorta di idrogel, progettato per fungere da “impalcatura” dove far crescere in laboratorio gli innesti ossei. Al suo interno vengono inserite le cellule prelevate dal tessuto osseo del paziente per ottenere il massimo della compatibilità biologica e dunque ridurre al minimo il rischio di rigetto. Camci-Unal e colleghi hanno osservato che, quando all'idrogel veniva aggiunta la “farina” di guscio d'uovo, la crescita del tessuto osseo non solo era molto più rapida, ma il materiale biologico ottenuto risultava anche più duro e dunque resistente alle fratture.

Scienziati entusiasti. “Questo è il primo studio che utilizza particelle di guscio d'uovo in una matrice di idrogel per la riparazione delle ossa. Ne abbiamo già depositato il brevetto e siamo molto entusiasti dei risultati ottenuti. Prevediamo che il processo possa essere adattato all'uso in molti modi significativi”, ha dichiarato l'autrice principale della ricerca. I ricercatori hanno sottolineato anche il non indifferente profilo di sostenibilità del loro studio, dato che ogni anno vengono scartati milioni di tonnellate di gusci d'uovo. Per gli scienziati rappresentano infatti un'ottima soluzione per soddisfare il bisogno clinico di tessuto osseo, che grazie ad essi può essere più forte e a crescita rapida. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Biomaterials Science.