Non ci sono soltanto la cannabis e gli allucinogeni nell’orizzonte delle droghe consumate dagli adolescenti ma anche psicofarmaci assunti senza prescrizione e senza una precisa indicazione clinica, che quindi diventano sostanze illecite a tutti gli effetti. I numeri relativi al fenomeno emergono dall’ultima ricerca condotta nell’ambito di ESPAD (European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs) dai ricercatori dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa (Ifc – Cnr).

Uso improprio di psicofarmaci

Degli ultimi anni è la diffusione tra la popolazione dell’uso improprio di alcuni psicofarmaci, qualcosa di molto simile a quanto accade già con gli antibiotici (con conseguenze negative per la salute pubblica). Ma il discorso in questione riguarda piuttosto una omologazione, nella percezione dei ragazzi, degli psicofarmaci ad altre droghe che si consumano più o meno di frequente: e il fenomeno interessa l’Italia in misura maggiore rispetto a quanto accade nel resto d’Europa.

Psicofarmaci come (qualsiasi) altra droga

Quello che lo studio fa emergere è una elevata percentuale di ragazzi che, pur avendo fatto uso anche ripetutamente di sostanze psicotrope, ignorano le caratteristiche di tali sostanze e gli effetti che procurano. Un consumo “alla cieca” che riguarda anche gli stessi psicofarmaci, dei quali per lo più non si conoscono adeguatamente le conseguenze a lungo termine legate al consumo. Dai dati si legge, infatti, che quasi 400.000 studenti italiani li hanno utilizzati almeno una volta nella vita in assenza di prescrizione, con poco più della metà che collocavano l’episodio nell’ultimo anno. I più richiesti sono i farmaci per dormire, più spesso usati dalle ragazze (8% contro il 4% dei maschi) così come gli stabilizzatori dell’umore; ad essere assunti sono anche farmaci per l’attenzione e per l’iperattività. Quando il fine ultimo non è potenziare in qualche modo le proprie capacità attraverso un “aiutino” (che senza una guida è un pericolo), gli psicofarmaci vengono usati come vere e proprie droghe, magari in combinazione con superalcolici.

L’aspetto più inquietante, sostengono i ricercatori, potrebbe essere collegato proprio a quella totale mancanza di informazioni sull’argomento da parte dei consumatori: ma, più in generale, il dato è quello di 700.000 giovani italiani di età compresa tra 15 e 19 anni che hanno assunto sostante psicotrope nel 2014.

Cannabis: molti fumatori occasionali ma aumentano i consumatori frequenti

Per quanto riguarda le sostanze tradizionali, il consumo di cannabis fa registrare un aumento, con oltre 600.000 studenti che ne hanno fatto uso nel 2014 (in pratica, il 26% del totale). Ad essere più interessati sono i ragazzi (31% contro 21%), con un consumo che cresce con il procedere dell’età. Tuttavia va sottolineato che nella maggior parte dei casi il consumo è esclusivamente occasionale: in pratica la metà degli adolescenti in questione non ha superato le 5 volte all’anno, mentre l’86% di essi non l’ha associata ad altre droghe. Va comunque sottolineato che i consumatori frequenti (ossia che hanno fumato 20 o più volte durante l’ultimo mese) sono in crescita.

Cocaina per i più grandi ed eroina per pochi

Il 4% degli studenti italiani, almeno una volta nella vita, ha fatto uso di cocaina: in pratica circa 90.000 tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 19 anni. In particolare, un 2,6% sul totale dei ragazzi ne ha assunto nell’arco dei 12 mesi precedenti lo studio: il dato riguarda soprattutto i ragazzi (che sono il doppio delle ragazze) ed è più significativo per i diciannovenni, benché si registrino consumatori anche più giovani.

L’eroina resta la droga meno utilizzata in assoluto, sempre nell’ambito di una leggera ripresa che è stato osservata nel corso degli ultimi anni: circa 34.000 studenti italiani (pari all’1,4%) l’hanno provata nel corso della propria vita, 27.000 nell’ultimo anno (1,1%).

Allucinogeni

In circa 90.000 hanno provato allucinogeni come LSD, francobolli e funghetti: il 3,9% dei ragazzi nella vita, il 2,5 nell’ultimo anno. Come nel caso della cocaina, i consumatori sono soprattutto maschi e le prevalenze crescono con l’età. I numeri suggeriscono che allucinogeni e stimolanti stanno vivendo una stabilizzazione nei consumi, pur essendo in incremento il numero di ragazzi che fa uso di queste sostanze con frequenza. Alcune sostanze di sintesi, oltretutto, vengono talvolta commercializzate sotto forma di prodotti naturali disponibili online.