Essere appassionati di film horror e apocalittici con trame che determinano uno sconvolgimento dell'ordine sociale fornisce un bagaglio utile ad affrontare meglio una pandemia reale, come quella di coronavirus SARS-CoV-2 che stiamo vivendo adesso. In altri termini, seguire con interesse e curiosità questo filone di pellicole ci rende più preparati ad affrontare le conseguenze della pandemia – come il lockdown, o magari la ridotta disponibilità di risorse e cibo – e favorisce la resistenza e la resilienza psicologica. In pratica, garantiscono un vantaggio mentale per superare le difficoltà.

A determinare che gli appassionati di film come Contagion, It Comes at Night, Outbreak e altri sono in grado di affrontare meglio le conseguenze della pandemia di coronavirus è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati dell'Università di Aarhus, Danimarca, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi americani dell'Institute for Mind and Biology dell'Università di Chicago e del Dipartimento di Psicologia dell'Università Statale della Pennsylvania. Gli scienziati, coordinati dal professor Mathias Clasen, docente presso l'Interacting Minds Centre e del Dipartimento di Inglese dell'ateneo danese, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver sottoposto uno specifico test a 310 volontari americani.

I ricercatori hanno innanzitutto chiesto ai partecipanti quali fossero le loro preferenze cinematografiche e valutato la scala di attenzione; successivamente hanno sottoposto un questionario nel quale indicare i livelli di ansia, stress, depressione, insonnia sperimentati durante la pandemia, oltre che il proprio livello di preparazione nell'affrontarla. Dall'analisi delle risposte è emerso che i più appassionati di film horror risultavano meno preoccupati dell'impatto della diffusione del patogeno, probabilmente perché “assuefatti” dalla disperazione e dalla sofferenza che trasuda da certe pellicole, mentre gli amanti dei film apocalittici alla stregua di Contagion – che gli scienziati chiamano film “prepper” – sono risultati essere più resilienti, e più preparati sia a livello mentale che pratico. Magari adottando tutte quelle strategie utili a rendere meno angoscianti esperienze come la positività, o la carenza di beni e servizi.

“Se hai guardato molti dei film che noi chiamiamo prepper, avrai vissuto attraverso di essi sconvolgimenti sociali enormi, stati di legge marziale, persone che rispondono in modo sia prosociale che pericolosamente egoistico a fronte di un improvviso evento catastrofico. Rispetto a qualcuno che non ha mai sperimentato la fine del mondo simulata, ti troverai più a tuo agio perché hai vissuto la rappresentazione di quell'esperienza”, ha dichiarato al Guardian il professor Mathias Clasen. I dettagli della ricerca “Pandemic Practice: Horror Fans and Morbidly Curious Individuals Are More Psychologically Resilient During the COVID-19 Pandemic” sono stati caricati nel database PsyArXiv, in attesa della revisione tra pari e la pubblicazione su una rivista scientifica.