Immagine NASA
in foto: Immagine NASA

Fino a pochi giorni fa, gli occhi erano puntati solo su di lei, la "stella" (che stella non è) dei nostri cieli che addirittura era stata attesa come la «cometa del secolo»: ma dopo il suo passaggio al perielio e in base alle osservazioni effettuate con il telescopio spaziale SOHO, le speranze di vedere Ison brillare sul nostro Natale pare che si siano dissolte assieme al nucleo della cometa aperiodica.

Che fine ha fatto Ison? – Certo, non è ancora il caso di mettere la parola fine sulla questione Ison, dal momento che le immagini NASA sembravano suggerire che qualcosa doveva essere sopravvissuto alle roventi temperature solari: ma col trascorrere delle ore, e il calare della luminosità, le probabilità che ci sia da vedere qualcosa di più di sparsi frammenti sembrano calare sempre di più; e la possibilità di uno spettacolo ammirabile ad occhio nudo sembra svanire all'orizzonte. Ma dicembre 2013 di sorprese ne riserva più d'una: messe "in ombra" fino ad ora dalla loro più celebre consimile, infatti, altre due comete sono protagoniste di queste notti, Lovejoy e Linear, la prima decisamente brillante, la seconda un po' più defilata.

Lovejoy sul Natale – La cometa C/2013 R1, ribattezzata Lovejoy in onore del suo scopritore l'astronomo australiano Terry Lovejoy, ha già iniziato a manifestarsi scintillante nei cieli dalla fine di novembre e dai primi giorni di dicembre è osservabile in tutta la sua brillantezza (che dovrebbe raggiungere una quarta magnitudine apparente). Attesa al perielio per il 22 dicembre, Lovejoy si allontanerà gradualmente dalla Terra nel corso del mese ma resterà ben visibile per le prime due decadi, pur calando progressivamente in luminosità: i momenti migliori per ammirarla saranno dopo il tramonto e prima dell'alba; in particolare, al mattino sarà più alta nel cielo. La vedremo sfilare partendo da Boote, attraversando la Corona Boreale e giungendo fino ad Ercole.

Lo spettacolo delle Geminidi, dicembre 2010
in foto: Lo spettacolo delle Geminidi, dicembre 2010

Il passaggio di Linear – Salita agli onori della cronaca soltanto di recente, la cometa C/2012 X1, scoperta nell'ambito del progetto Linear, ha fatto registrare lo scorso ottobre un improvviso aumento di luminosità pari a circa 250 volte. Fino a quel momento, C/2012 X1 sembrava un oggetto comune dal quale si aspettava un picco di magnitudine soltanto per febbraio 2014, quando avrebbe raggiunto il perielio: da qui lo stupore del gruppo di astrofili italiani che per primo ha osservato il fenomeno. Tale fase di outburst, comunque, si è evoluta andando incontro ad una graduale diminuzione; ciononostante, le prossime settimane saranno una buona occasione per continuare a seguire questa cometa che potrebbe essere interessata da un altro outburst e che, in ogni caso, nel corso di dicembre risalirà la volta stellata palesandosi con maggiore evidenza. Tra il 26 e il 27 dicembre avremmo dovuto assistere all'"incontro" tra Linear ed Ison ma, purtroppo, pare che dovremo farne a meno.

Le stelle cadenti d'inverno – Gli oggetti più luminosi a salutare questa coda di 2013, comunque, saranno, a parte la Luna, i ben più noti Venere e Giove che splenderanno la prima dopo il tramonto in direzione occidentale mentre il secondo sorgerà ad Oriente durante la prima serata, restando osservabile per quasi tutta la notte. E non mancherà, inoltre, lo sciame meteorico invernale, quello delle Geminidi: particolarmente intenso nei giorni tra il 10 e il 15, normalmente è considerato pari per brillantezza e quantità di stelle a quello delle Perseidi, che attraversa i cieli di agosto. Quest'anno, però, la frequenza più alta si verificherà nelle nostre ore diurne, dunque per il nostro Paese la visibilità sarà scarsa: tuttavia la seconda parte delle notti tra il 12 e il 14 dovrebbero comunque consentire di ammirare lo spettacolo delle stelle cadenti di Santa Lucia provenire dalla costellazione dei Gemelli e, per la precisione, da un'area a nord-ovest di Castore. Di occasioni per incantarsi a guardare i cieli, dunque, non ne mancano: ora non resta che confidare nella clemenza delle condizioni meteorologiche.