23 Luglio 2020
16:05

I cani si orientano sfruttando il campo magnetico terrestre? Lo suggerisce uno studio

Secondo uno studio guidato da scienziati della Repubblica Ceca, i cani sfrutterebbero il campo magnetico per orientarsi e ritrovare la strada verso casa. Durante una serie di esperimenti hanno osservato che “fido” compie un tragitto di 20 metri in direzione dell’asse magnetico Nord-Sud, prima di incamminarsi verso la destinazione.
A cura di Andrea Centini
Un cane coinvolto nell’esperimento. Credit: ScienceMag/Kateřina Benediktová/Hynek Burda
Un cane coinvolto nell’esperimento. Credit: ScienceMag/Kateřina Benediktová/Hynek Burda

Sono numerose le storie aneddotiche di cani in grado di ritrovare la strada di casa dopo lo smarrimento in un luogo sconosciuto e lontano, o magari in seguito a un deprecabile abbandono; ora potrebbe esserci una spiegazione per questa straordinaria capacità. I nostri amici a quattro zampe sarebbero infatti in grado di percepire il campo magnetico terrestre, e orientarsi grazie ad esso esattamente come sanno fare diversi animali (uccelli migratori, anfibi, tartarughe e molti altri ancora). Nei cani il senso della magnetorecezione non è stato indagato a fondo come per altre specie, tuttavia grazie a un nuovo e affascinante studio è stata colmata questa lacuna.

A determinare che anche i cani potrebbero orientarsi grazie al campo magnetico terrestre è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati della Facoltà di Scienze Forestali e del Legno presso l'Università Ceca di Scienze della Vita, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Dipartimento di Biologia dell'Università Barry (Stati Uniti), dell'Istituto di Scienze Animali, del Dipartimento di Scienze Biologiche del Virginia Tech e di altri centri di ricerca. Gli studiosi coordinati dalla dottoressa Kateřina Benediktová e dal supervisore Hynek Burda sono giunti alle loro conclusioni dopo aver condotto una serie di esperimenti con decine di cani caccia per 3 anni.

Nella prima parte dello studio sono stati coinvolti 4 cani, che dopo essere stati "equipaggiati" con una action camera e un segnalatore GPS sono stati accompagnati in una foresta che non conoscevano, spinti a inseguire l'odore di un animale posto a circa 400 metri di distanza da essi. Una volta giunti a destinazione, i cani dovevano ritrovare la strada per tornare dai padroni, ed è proprio qui che iniziava la fase cruciale dell'esperimento. Gli scienziati hanno infatti osservato il percorso del ritorno, individuando tre modelli distinti: nel primo, definito tracking, il cane percorreva a ritroso esattamente la stessa strada che aveva fatto all'andata; nel secondo, definito scouting, seguiva un percorso completamente nuovo; mentre nel terzo, combinato, percorreva una parte del percorso a ritroso e un'altra completamente nuova.

Il percorso dei cani. Credit: eLife
Il percorso dei cani. Credit: eLife

Analizzando i dati, i ricercatori si sono accorti che i cani, prima di prendere la strada verso casa, percorrevano un tratto di una ventina di metri in direzione dell'asse Nord-Sud. Curiosamente, anche durante la defecazione e la minzione i cani si allineano con l'asse Nord-Sud. Incuriositi dai risultati ottenuti con i 4 cani, gli scienziati hanno deciso di coinvolgerne altri 27 in oltre 600 sessioni condotte nell'arco di 3 anni, raccogliendo dati sufficienti per comprendere meglio il possibile sfruttamento del campo magnetico. Ebbene, sui 223 percorsi “scouting” rilevati, in ben 170 dei casi i cani hanno sempre percorso i 20 metri lungo l'asse Nord Sud, prima di indirizzarsi verso il padrone.

Secondo Benediktová e colleghi questa breve corsa di 20 metri servirebbe all'animale per “allineare” la mappa mentale con la bussola magnetica, e dunque stabilire la direzione da prendere per tornare al punto di partenza. Per confermarlo, in un prossimo futuro verranno condotti ulteriori esperimenti più specifici, con collari in grado di “disturbare” la percezione magnetica dei cani e verificarne il comportamento. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica eLife.

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