I giocatori di calcio che colpiscono spesso la palla di testa possono sviluppare problemi di equilibrio rispetto a chi effettua questa azione di gioco occasionalmente. Lo ha dimostrato un team di ricerca dell'Università del Delaware, Stati Uniti, che presenterà i risultati di uno studio ad hoc il prossimo 21 luglio in occasione dell'annuale American Academy of Neurology's Sports Concussion Conference, che si terrà tra il 20 e il 22 luglio a Indianapolis.

Gli studiosi, coordinati dal professor John Jeka, docente presso il Dipartimento di Kinesiologia e Fisiologia applicata dell'ateneo di Newark, hanno coinvolto nell'indagine 20 calciatori con un'età media di 22 anni, provenienti da diversi club minori. Jeka e colleghi hanno sottoposto i ragazzi a un curioso esperimento di equilibrio, chiedendo loro di camminare su una piattaforma di gommapiuma con gli occhi chiusi e in un due condizioni diverse. Nella prima senza stimolazioni, nella seconda con elettrodi dietro le orecchie in grado di stimolare l'apparato vestibolare dell'orecchio interno – stimolazione galvanica vestibolare (GVS) – facendo provare ai ragazzi la sensazione che stessero cadendo da un lato.

Dall'analisi statistica dei dati raccolti è emerso che maggiori erano i colpi di testa effettuati durante la stagione agonistica e più erano evidenti piccoli problemi di equilibrio. Per ogni 500 colpi di testa eseguiti, risultava un aumento nelle risposte dell'anca (adduzione aumentata di 0,2 gradi) e del posizionamento dei piedi (più ampio di 9 millimetri). Questi dati che suggeriscono problemi nell'elaborazione e nel recupero dell'equilibrio. I numeri di colpi di testa segnalati dai giocatori in un apposito questionario andavano da 16 a ben 2.100 per i più esperti dell'azione, quelli che hanno manifestato le maggiori difficoltà col test. “I colpi di testa nel calcio sono impatti subconcussivi e ripetitivi che possono essere associati a problemi di capacità di pensiero e memoria e cambiamenti strutturali nella sostanza bianca del cervello. Ma l'effetto dei colpi di testa sull'equilibrio non è stato studiato”, ha dichiarato il professor Jeka.

Gli studiosi, dopo aver messo in evidenza i problemi di equilibrio, vogliono capire quanto possono impattare sulle prestazioni dei giocatori e sulla vita di tutti i giorni, dato che gli effetti sul lungo termine non sono noti. Jeka e colleghi indicano che poiché i ripetuti colpi di testa provocano dei problemi di equilibrio ‘sottili', potrebbe non esserci alcuna indicazione diagnostica della condizione. L'obiettivo è dunque individuare le persone più suscettibili a questi deficit di equilibrio e riuscire a sviluppare un trattamento riabilitativo in grado di ripristinare una condizione normale.

[Credit: KeithJJ]