I bambini e gli adolescenti abituati a stare a piedi nudi sviluppano abilità motorie differenti rispetto a quelli che indossano abitualmente le scarpe; nello specifico, mostrano un equilibrio migliore e una capacità di salto superiore. Per quanto concerne la corsa, invece, il primato spetta ai piccoli abituati a mettere le scarpe, ma di questo risultato i ricercatori che hanno condotto l'indagine non sono completamente convinti. A dimostrare queste differenze tra i due gruppi un team di scienziati tedeschi e sudafricani provenienti da vari istituti, tra i quali il Dipartimento di Scienze dello sport dell'Università Stellenbosch, l'Istituto di scienze dello sport dell'Università di Jena e l'Istituto di Scienze del Movimento Umano dell'Università di Amburgo.

Gli studiosi, coordinati dalla professoressa Astrid Zech, hanno condotto la loro ricerca partendo dai risultati di precedenti indagini, in base alle quali era stato dimostrato che le due differenti abitudini hanno un impatto sulla biomeccanica del salto e della corsa, sia nei più piccoli che negli adulti. Per inquadrare lo sviluppo delle capacità motorie dei più giovani, Zech e colleghi hanno coinvolto nello studio due gruppi di ragazzi con un'età compresa tra i 6 e i 18 anni. Il primo gruppo è stato seguito nelle zone rurali del Sud Africa, dove i più piccoli sono abitualmente scalzi, anche durante le attività sportive, mentre il secondo gruppo era composto da giovani della Germania settentrionale, abituati a indossare le scarpe per la maggior parte del tempo.

I ragazzi, suddivisi in tre fasce di età (6-10 anni, 11-14 anni e 15-18 anni), sono stati sottoposti a test di salto in lungo, equilibrio e corsa, sia scalzi che indossando scarpe. Dai risultati è emerso che i piccoli sudafricani erano più abili dei coetanei tedeschi nel salto e nell'equilibrio, con il divario maggiore evidenziato nelle fasce di età più basse. Per quanto concerne il test di corsa, i piccoli abituati a indossare le scarpe sono risultati più veloci, in particolar modo quelli nella fascia di età 11-14 anni, tuttavia secondo gli scienziati questo risultato potrebbe essere stato influenzato da un fattore ambientale. I bambini sudafricani, infatti, hanno eseguito i test all'aria aperta e su terreni di diverso tipo, mentre quelli tedeschi in palazzetti chiusi, su piste con pavimento a molle.

Indipendentemente dal test della corsa, i risultati suggeriscono che praticare attività fisica a piedi nudi ha un impatto positivo sullo sviluppo motorio. “Le lezioni di educazione fisica, i programmi di allenamento e sport e le attività che mirano a migliorare le abilità motorie di base potrebbero trarre vantaggio dall'includere attività a piedi nudi”, ha dichiarato la professoressa Zech. “I genitori potrebbero anche incoraggiare di stare scalzi anche durante il normale tempo libero a casa”. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Frontiers in Pediatrics.

[Credit: ZaydaC]