Creit: Victoria_Borodinova
in foto: Creit: Victoria_Borodinova

Già a sei mesi i bambini riescono a capire se siamo felici o arrabbiati, andando oltre la “semplice” interpretazione delle voci e delle espressioni del volto. In altri termini, i piccoli sono in grado di decodificare le nostre emozioni, così come noi adulti comprendiamo le loro. Lo ha dimostrato un team di ricerca svizzero composto da tre studiosi della Facoltà di psicologia e scienze dell'educazione presso l'Università di Ginevra, che hanno condotto un esperimento ad hoc con 24 bambini di sei mesi.

L'esperimento. Gli scienziati, coordinati dal professor Edouard Gentaz, ricercatore presso il Laboratorio di sviluppo sociale e affettivo dell'ateneo ginevrino, hanno basato la propria indagine sul cosiddetto Eye-Tracking, una tecnica che si basa sull'analisi del movimento degli occhi per determinare se specifici elementi destano interesse, disinteresse o magari sorpresa. I bambini coinvolti, nella prima parte dell'esperimento sono stati posti innanzi a uno schermo nero per venti secondi, durante i quali hanno ascoltato voci di vario tipo – felici, arrabbiate o neutre (non legate a particolari emozioni) – a seconda della volontà degli studiosi. Nella seconda parte del test, per sessioni di dieci secondi sono invece stati esposti alle immagini di volti arrabbiati o felici, sia congruenti che incongruenti con le voci. Se i bambini avessero osservato le immagini per lo stesso quantitativo di tempo avrebbero fatto intendere che non erano in grado di interpretare le emozioni proposte; tuttavia, come dimostrato da Gentaz e dalle colleghe Amaya Palama e Jennifer Malsert, i piccoli passavano molto più tempo a osservare la faccia arrabbiata dopo aver ascoltato una voce felice. Cosa significa?

I risultati. Il fatto che i bimbi si concentrassero sul volto arrabbiato – e in particolar modo sul dettaglio della bocca – dopo aver ascoltato una voce felice significa che erano sorpresi dall'incongruenza, dunque erano in grado di decifrare la differenza nell'emozione legata all'informazione uditiva con quella legata all'informazione visiva. Il fatto di saper "leggere" le emozioni era confermato dal fatto che, quando le voci erano congruenti con l'immagine mostrata, l'Eye-Tracking non rilevava alcun effetto sorpresa. In parole semplici, già a sei mesi i bambini capiscono bene i sentimenti degli adulti. I dettagli della ricerca svizzera sono stati pubblicati sulla rivista scientifica PloS ONE.