In questo affascinante scatto del Telescopio Spaziale Hubble si può osservare l'ammasso più massiccio e caldo mai scoperto nell'Universo, un oggetto che gli scienziati hanno soprannominato El gordo, il “grassone”. Act-Clj0102-4915, questo il suo poco raffinato nome scientifico, ha infatti una massa pari a 3 milioni di miliardi di volte quella del Sole. È così “grande e grosso” che risulta difficile anche da immaginare. Se ciò non bastasse, El gordo, che si trova a 7 miliardi di anni luce dal nostro pianeta, è anche il più grande produttore di raggi X dell'Universo conosciuto.

Gli ammassi di questo tipo vengono superati in dimensione soltanto dai superammassi (la ‘nostra' Via Lattea si trova nel Superammasso della Vergine), e sono composti da gruppi di galassie attratte fra loro dalla forza gravitazionale. Ciò che si vede nello scatto di Hubble, catturato dai suoi strumenti Advanced Camera for Surveys e Wide-Field Camera 3, è in realtà un ammasso composto da due ammassi di galassie che si stanno scontrando alla sorprendente velocità di milioni di chilometri orari. Il dettaglio affascinante è stato scoperto grazie ai rilievi incrociati di altri strumenti: il Telescopio Spaziale Chandra della NASA, il Very Large Telescope dell'ESO e l'Atacama Cosmology Telescope.

Ma da cosa è composto El gordo? Come indicato, si tratta di un vastissimo agglomerato di galassie, tuttavia la sua enorme massa dipende solo in piccola parte da stelle, pianeti, lune e altri oggetti celesti che gravitano nei corpi galattici. La parte restante è infatti composta dai gas caldi e luminosi che occupano l'intero volume dell'ammasso ma soprattutto dalla materia oscura, così chiamata poiché non direttamente osservabile a causa del fatto che non emette radiazione elettromagnetica. Studiare questo ammasso potrebbe aiutare gli astrofisici a scoprire nuove informazioni proprio sulla sfuggente materia oscura.

El gordo è stato messo nel mirino di Hubble durante le osservazioni della missione Reionization Lensing Cluster Survey (RELICS), fra i cui obiettivi vi è anche quello di spalancare le porte all'arrivo del Telescopio Spaziale James Webb, l'erede spirituale di Hubble che presto verrà lanciato in orbita. I dati raccolti aiuteranno gli scienziati a scegliere i bersagli migliori da puntare proprio con gli “occhi” del più avanzato strumento astronomico di sempre.

[Credit: ESA/HUBBLE/NASA/RELICS]