I palazzi-foresta ideati in Italia dall'architetto Stefano Boeri e colleghi saranno esportati in tutto il mondo e offriranno enormi benefici: dalla riduzione dell'inquinamento all'abbattimento dell'espansione urbana, sino alla mitigazione del cosiddetto microclima. Questi sono solo alcuni dei vantaggi legati al virtuoso progetto made in Italy, che potrebbe cambiare radicalmente il volto di numerose metropoli, rendendole non solo più affascinanti, ma anche ecosostenibili e ‘amiche' dell'ambiente e delle persone che le popolano. Non a caso lo studio guidato dall'urbanista e architetto milanese ha già preso accordi per costruire palazzi-foresta in Cina, Brasile, Paesi Bassi, Albania, Svizzera e in altri paesi, per un totale – al momento – di dodici importanti commissioni sul tavolo.

Il successo è scaturito dalla grande eco internazionale del cosiddetto ‘Bosco Verticale' di Milano, una coppia di palazzi realizzata ai margini del quartiere Isola che ha conquistato premi di assoluto spessore, come quelli di “grattacielo più bello e innovativo del mondo” nel 2015 dal Chicago Council on Tall Buildings and Urban Habitat e il Frankfurt International Highrise Award nel 2014, l'anno in cui furono consegnati i primi appartamenti agli inquilini. I due palazzi di 18 e 26 piani sono completamente avvolti dal verde: tra balconi e altre infrastrutture sono ospitati oltre 700 alberi, 5mila arbusti di grandi dimensioni e 15mila piante perenni. Sono tutti posizionati nel pieno rispetto della loro biologia, grazie al supporto di botanici che hanno tenuto conto di fattori come umidità e illuminazione. Fra le piante vi sono lecci, ciliegi, meli, ulivi, biancospini e moltissime altre specie, per un totale di circa cento. Sono state piantate per creare un vero e proprio ecosistema verticale, nel quale hanno trovato trovato casa una moltitudine di insetti e uccelli.

Al di là del fascino intrinseco dell'opera, è l'impatto ecologico a rendere il Bosco Verticale così eccezionale. Gli alberi, che immettono ossigeno nell'atmosfera, filtrano innanzitutto le polveri sottili e l'anidride carbonica, i principali inquinanti cittadini. Attraverso la loro presenza aumentano l'umidità e regolano il microclima – quello localizzato nell'area geografica del palazzo -, inoltre riducono l'irraggiamento solare e l'inquinamento acustico. La peculiare disposizione del palazzo abbatte notevolmente la pressione urbanistica sul territorio, dato che il numero di alloggi presenti, se disposto su un piano orizzontale, occuperebbe decine e decine di migliaia di metri quadrati.

Il Bosco Verticale è un complesso di lusso, ma nei Paesi Bassi l'idea è quella di realizzare un progetto analogo per il cosiddetto “social housing”, realizzabile grazie al costo contenuto degli alberi. In Cina, a Liuzhou, si vuole realizzare una vera e propria “città forestale” con 200 distinti edifici, un complesso che potrebbe aiutare a contrastare efficacemente i gravi problemi di inquinamento con i quali il grande paese asiatico combatte dall'avvio del boom economico. Non è dunque errato pensare che l'ambizioso progetto architettonico italiano possa fare la propria parte nel contrastare gli effetti del riscaldamento globale, particolarmente sensibili nelle città. Non a caso Boeri ha partorito la sua idea dopo aver visitato Dubai nel 2007, una città moderna piena di palazzi di vetro e ceramiche, materiali che riflettendo la luce solare aumentano le temperature sia all'interno dei palazzi che al suolo.