Credit: Winnie Chu, Stanford University
in foto: Credit: Winnie Chu, Stanford University

Sotto l'estesa calotta glaciale della Groenlandia sono stati trovati 56 nuovi laghi subglaciali. Si tratta di una scoperta straordinaria non solo perché fino ad oggi se ne conoscevano soltanto quattro, ma perché conoscere nel dettaglio le caratteristiche della più vasta isola del pianeta (di oltre 2 milioni di chilometri quadrati) può aiutare gli scienziati a comprendere meglio il suo impatto sull'innalzamento del livello dei mari, una delle minacce più concrete e temute del riscaldamento globale catalizzato dai cambiamenti climatici.

La scoperta. A individuare i 56 laghi è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati dell'Università di Lancaster e dell'Università di Sheffield, Regno Unito, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Dipartimento di geofisica della prestigiosa Università di Stanford (Stati Uniti). Gli scienziati, coordinati dalla professoressa Jade S. Bowling, ne hanno trovati 54 grazie alle analisi radio-echo condotte da aerei da ricerca, mentre altri due sono stati trovati attraverso l'osservazione dei cambiamenti nell'elevazione superficiale del ghiaccio. I laghi subglaciali hanno una lunghezza che va dai 200 metri ai 5,9 chilometri e sono sensibilmente più piccoli di quelli trovati in Antartide, ma non meno importanti. La maggior parte di essi è concentrata nella Groenlandia orientale e si trova al di sotto del ghiaccio che si sposta più lentamente.

Credit: Dr Andrew Sole, Università di Sheffield
in foto: Credit: Dr Andrew Sole, Università di Sheffield

L'importanza dei laghi. Come dichiarato dalla professoressa Bowling, conoscere questi laghi migliora la consapevolezza sull'intero sistema idrologico subglaciale della Groenlandia e sulle dinamiche dei flussi di ghiaccio coinvolti. Grazie ad essi è possibile determinare un quadro termico più preciso e avere stime più accurate sui tassi di scioglimento del ghiaccio, che come indicato hanno un impatto significativo sull'innalzamento del livello dei mari. Inoltre rappresentano un luogo ideale dove condurre ricerca di forme di vita e prove dei cambiamenti ambientali: “Questi laghi potrebbero essere un importante obiettivo per la ricerca di tracce di vita estrema e per campionare i sedimenti depositati, che conservano la storia dei cambiamenti ambientali”, ha dichiarato il coautore dello studio Stephen J. Livingstone. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Communications.