Mattel interrompe i rapporti con aziende che contribuiscono alla deforestazione in Indonesia.

Una campagna internazionale in cui Ken il fidanzato della bambola più bella e famosa del mondo, Barbie, si decideva a lasciare la sua dolce metà perché complice della deforestazione in Indonesia e, dunque, dell'annientamento dell'habitat di animali che rischiano sempre più l'estinzione; questo assieme alle 300 000 persone che, in tutto il mondo, hanno chiesto alla Mattel di produrre imballaggi sostenibili per i propri prodotti, hanno convinto il gigante dei giocattoli ad interrompere i rapporti con aziende che distruggono le foreste.

Mattel interrompe i rapporti con aziende che contribuiscono alla deforestazione in Indonesia.

Una vittoria per Greenpeace, l'associazione che quest'anno festeggia quarant'anni di battaglie, che ha potuto annunciare con soddisfazione «Mattel ha capito che in un paradiso di biodiversità non c'è posto per aziende che vogliono distruggerlo per creare packaging usa e getta». L'azienda ha dunque imposto nuovi regolamenti per l'acquisto della carta che implicano come vincolo per i propri fornitori quello di evitare prodotti provenienti da imprese coinvolte nella distruzione indiscriminata delle foreste.

Una di queste era la APP, Asia Pulp and Paper, la quale forniva gli imballaggi per Barbie e per tutti i suoi amici ed accessori, nota internazionalmente per la propria politica di totale demolizione del patrimonio naturalistico della foresta pluviale asiatica: una politica che, tuttavia, questa volta le è costata cara e, probabilmente, continuerà a far perdere commissioni al gruppo. Sono infatti in costante aumento, fortunatamente, le aziende che si stanno sensibilizzando al discorso della sostenibilità e il prossimo obiettivo di Greenpeace saranno altri due grossi marchi produttori di giocattoli: la Disney e la Hasbro.

Mattel interrompe i rapporti con aziende che contribuiscono alla deforestazione in Indonesia.

Purtroppo la battaglia per salvare la foresta è ancora ben lungi dal potersi dire conclusa: tuttavia se APP continua nella sua opera di distruzione, c'è da augurarsi un'adesione che, partendo dalla Mattel, diventi sempre più ampia, nella speranza che questo processo si arresti, prima che sia troppo tardi. Per gli animali, in Asia non sono in pochi a rischiare l'estinzione, e, soprattutto, per il nostro futuro di uomini.