13 Settembre 2021
10:00

Gorilla positivi al coronavirus nello zoo di Atlanta, forse infettati da un custode asintomatico

L’infezione sarebbe stata trasmessa dall’uomo, nonostante fosse completamente vaccinato e indossasse dispositivi di protezione individuale. Timori per Ozzie, un maschio di più di 60 anni, ritenuto particolarmente vulnerabile.
A cura di Valeria Aiello

Un gruppo di gorilla dello zoo di Atlanta, nello stato americano della Georgia, è risultato positivo al coronavirus. Lo ha reso noto l’ente zoologico dello storico Grant Park, in un comunicato pubblicato sul proprio sito web, dopo che i primi test Covid analizzati dall’Università della Georgia hanno rilevato la positività di diversi esemplari. Ulteriori campioni, aggiunge la nota, sono stati inviati  al National Veterinary Services Laboratory di Ames, a Iowa, per i test di conferma. “Il team veterinario sta monitorando le condizioni dei gorilla ed è fiducioso che si riprenderanno completamente” ha affermato Sam Rivera, direttore senior della sanità animale dello zoo di Atlanta, allertato quando alcuni dei 20 gorilla dello zoo hanno iniziato a mostrare i sintomi dell’infezione, tra cui naso che cola, tosse leggera e perdita dell’appetito. Secondo quanto riportato dall’Atlanta Journal Constitution, sarebbero almeno 13 gli esemplari positivi, tra cui Ozzie, un maschio di 60 anni considerato particolarmente a rischio.

La trasmissione del virus

I funzionari ritengono che i gorilla siano stati probabilmente contagiati da un custode asintomatico, nonostante il dipendente fosse completamente vaccinato e indossasse dispositivi di protezione individuale. Alcuni degli esemplari a maggior rischio di complicanze sono stati trattati con anticorpi monoclonali. “Stanno ricevendo le migliori cure possibili – ha aggiunto Rivera – . Siamo molto preoccupati che si siano verificate queste infezioni, soprattutto considerando che i nostri protocolli di sicurezza, quando si lavora con le grandi scimmie e altre specie animali sensibili, sono già ai massimi livelli, e che durante tutta la pandemia sono stati estremamente rigorosi”.

I contagi si sono verificati in un'area dello zoo dove i gorilla vivono l’uno accanto all’altro in quattro gruppi, rendendo impossibile isolarsi individualmente. Quando gli esemplari si riprenderanno, riceveranno il vaccino Zoetis sviluppato per uso veterinario e già impiegato per le specie suscettibili all’infezione da Sars-Cov-2 in altri parci zoologici del Nord America. Nei prossimi giorni lo zoo di Atlanta partirà con le vaccinazioni di altri animali, inclusi gli oranghi del Borneo e di Sumatra, le tigri di Sumatra, i leoni africani e il leopardo nebuloso.

Anche se è noto che gli esseri umani sono in grado di trasmettere il virus ad animali come i gorilla, e questi casi si sono verificati in altri zoo, al momento non ci sono dati che suggeriscano che gli animali dello zoo possano trasmettere il virus agli esseri umani” ha precisato lo zoo di Atlanta che, ad ogni modo, considera che i visitatori del parco non rappresentino una minaccia di trasmissione per i gorilla o viceversa, data la distanza tra che intercorre tra l’habitat dei primati e le aree destinate agli ospiti dello zoo.

Un caso simile si era verificato lo scorso febbraio nello zoo di San Diego, dove otto gorilla avevano contratto il virus di Covid-19, incluso un esemplare di 49 anni, ma sono guariti nel giro di qualche settimana. È inoltre noto che Sars-Cov-2 può infettare altre specie animali, compresi gatti, cavalli e conigli, mentre polli, anatre e topi sono immuni all’infezione.

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