I giovani esemplari di squalo tigre (Galeocerdo cuvier) si cibano di uccelli canori – come i passeriformi – e di altri volatili tipicamente terrestri, non marini. Lo ha dimostrato un team di ricerca americano guidato da biologi dell'Università Statale del Mississippi, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Field Museum di Chicago, dell'Università dell'Illinois, dell'Università dell'Alabama del Sud e del National Marine Fisheries Service della Florida.

La ricerca. Gli scienziati, coordinati dal professor Marcus Drymon, docente presso il Coastal Research and Extension Center dell'ateneo di Biloxi, sono giunti a questa conclusione dopo aver analizzato il contenuto dello stomaco di numerosi esemplari di squalo tigre. Tutto ha avuto inizio nel 2010, quando durante un censimento della popolazione di squali al largo della costa del Mississippi e dell'Alabama un esemplare espulse dalla bocca le piume di un mimo rossiccio (Toxostoma rufum), un piccolo uccello tipicamente terrestre appartenente alla famiglia dei mimidi che vive negli Stati Uniti orientali e in Canada. Incuriositi da questo avvistamento, Drymon e colleghi hanno avviato un indagine ad hoc, e tra il 2010 e il 2018 hanno catturato oltre cento piccoli squali tigre per analizzare il contenuto del loro vomito. Per farlo hanno “gonfiato” lo stomaco dei pesci affinché rigurgitassero, e poi li hanno rimessi in acqua senza arrecar loro alcun danno. Dall'analisi del nauseante contenuto è emerso che nello stomaco di 41 di essi c'erano resti di uccelli canori parzialmente digeriti.

Credit: Università Statale del Mississippi
in foto: Credit: Università Statale del Mississippi

Com'è possibile. Ma come fanno gli squali tigre a cibarsi di passeriformi e di altri uccelli tipicamente terrestri? Gli scienziati hanno spiegato che si tratta di uccelli migratori che sorvolano l'oceano; quando si avvicinano alle coste dopo un lungo viaggio sono praticamente esausti, e alcuni di essi finiscono in mare. Altri cadono in acqua in seguito a tempeste e altri fenomeni meteorologici. Gli squali tigre sono lì ad attenderli e se ne cibano con voracità. L'aspetto sorprendente risiede nel fatto che gli scienziati non hanno trovato uccelli marini, evolutisi per contrastare al meglio questo tipo di minaccia. A causa delle condizioni del materiale esaminato non è stato possibile determinare le specie esatte coinvolte, ma analisi del DNA hanno confermato che si trattava di 11 specie di uccelli in tutto, delle quali otto canori, due passeriformi terrestri e un uccello di acqua dolce. Il picco di uccelli nello stomaco degli squali combaciava proprio con i periodi di migrazione più rilevanti. I dettagli dell'affascinante ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Ecology.