Gli scimpanzé (Pan troglodites), contrariamente a quello che potremmo immaginare, riposano in ‘letti' – tecnicamente nidi – più puliti dei nostri. Ciò dipende dalla peculiare biodiversità di microorganismi che li popolano e dalla quasi totale assenza di ectoparassiti. Lo ha dimostrato un team di ricerca internazionale composto da studiosi di vari istituti, fra i quali il Dipartimento di ecologia applicata e il Keck Center for Behavioral Biology dell'Università Statale della Carolina del Nord (Stati Uniti) e l'Università di Copenhagen (Danimarca).

Raccolta di campioni da un nido di scimpanzé. Credit: Fiona Stewart
in foto: Raccolta di campioni da un nido di scimpanzé. Credit: Fiona Stewart

Gli studiosi, coordinati dalla dottoressa Megan Thoemmes dell'ateneo americano, sono giunti a questa conclusione dove aver raccolto e analizzato tamponi di 41 nidi di scimpanzé in Tanzania, mettendoli a confronto con quelli raccolti nei letti umani. Come annunciato recentemente dal microbiologo Philip Tierno dell'Università di New York, il letto umano è un vero e proprio ricettacolo di batteri e funghi. Oltre alle decine e decine di litri di sudore che produciamo, che nel letto grazie al caldo e all'umidità creano un habitat perfetto per i funghi (nei cuscini se ne possono trovare dalle 4 alle 17 specie diverse), rilasciamo una grande quantità di batteri. Circa il 35 percento di quelli in un letto derivano da escrezioni genitali e anali, dalla saliva e dalla pelle, mentre i restanti sono legati ad animali domestici, polvere, pollini, terra, acari e molto altro ancora. Non a caso il consiglio spassionato è quello di cambiare lenzuola una volta alle settimana.

Gli scimpanzé, d'altro canto, pur avendo nei propri nidi una maggiore biodiversità di batteri ambientali, hanno una probabilità significativamente inferiore di ospitare batteri fecali, orali e cutanei. Inoltre vi è una quasi totale assenza di ectoparassiti di artropodi. Thoemmes e colleghi ne hanno trovati quattro in tutto: non quattro specie diverse, ma proprio quattro campioni, e non strettamente associati alle scimmie. Quindi molto probabilmente si trovavano nei nidi per caso.

“Questo lavoro mette in evidenza il ruolo delle strutture create dall'uomo nel plasmare gli ecosistemi del nostro ambiente immediato”, ha dichiarato la dottoressa Thoemmes. “In un certo senso – ha proseguito la ricercatrice – i nostri tentativi di creare un ambiente pulito per noi stessi possono effettivamente rendere l'ambiente meno ideale”. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Royal Society Open Science.

[Credit: mtanenbaum]