La centralina del controllo, collocata nel midollo spinale (Salk Institute/Steeve Bourane)
in foto: La centralina del controllo, collocata nel midollo spinale (Salk Institute/Steeve Bourane)

Avete presente quella sensazione che si prova quando una mosca atterra sul vostro braccio e inizia a muoversi tra i peli, una sorta di solletico che vi spinge a grattarvi? Alcuni ricercatori del californiano Salk Institute hanno scoperto che questo prurito "meccanico", diverso da quello "chimico" che può essere generato ad esempio dalla puntura di un insetto, ha un suo preciso circuito nervoso.

Lo studio è stato pubblicato dalla rivista Science e, secondo quanto spiegato dai suoi autori in un comunicato, potrebbe costituire una base interessante per ricerche ulteriori, magari relativamente alle malattie che causano condizioni di prurito cronico (come l'eczema o la neuropatia diabetica) o anche per comprendere la ragione per cui alcune persone affette da prurito non rispondono ai comuni trattamenti con gli antistaminici.

Secondo i ricercatori, questo circuito nervoso tende ad essere "iperattivo" quando, attraverso la pelle, viene inviato lo stimolo relativo alla presenza di un insetto (o di qualunque altra cosa possa generare una sensazione simile); probabilmente si sarebbe evoluto per proteggerci dai potenziali pericoli e veleni che possono celarsi in una piccola puntura.

Grazie alle osservazioni su alcuni topolini, è stato evidenziato come nel fenomeno siano coinvolti dei neuroni del midollo spinale detti "intermediari" incaricati di trasmettere le informazioni dalle diverse parti del corpo, inclusa la pelle; fondamentale in questo processo è il ruolo di una proteina "messaggera", il neuropeptide Y (NPY) del quale erano già note molte altre funzioni. Un aspetto estremamente curioso rilevato è che ci sarebbero due circuiti distinti, l'uno per la porzione di pelle glabra (ad esempio quella del palmo della mano), l'altro per la pelle pelosa; e soltanto nel secondo caso si attiverebbe l'impulso che spinge a grattarsi.