Ad oggi la durata dello “scudo immunitario” garantito dai vaccini anti COVID approvati per l'uso di emergenza non è ancora nota, tuttavia, come indicato dall'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ci si attende una protezione compresa tra i 9 e i 12 mesi, sulla base degli studi condotti sui coronavirus. Si tratta di un intervallo di tempo tale da poter comportare la necessità di fare richiami ogni anno, esattamente come avviene con l'influenza stagionale, ma fin quando non avremo dati certi sulla durata della protezione si tratta solo di supposizioni. Un nuovo studio condotto sulla protezione offerta dal vaccino di Moderna ha dimostrato che gli immunizzati presentano un'elevata attività anticorpale a sei mesi dall'inoculazione della seconda dose. Ciò fa ben sperare sulla durata complessiva dello scudo, tenendo presente che gli anticorpi rappresentano solo una parte della nostra risposta immunitaria.

A dimostrare che l'attività degli anticorpi neutralizzanti contro il coronavirus SARS-CoV-2 innescata dal vaccino di Moderna è rilevabile a sei mesi di distanza è stato un team di ricerca guidato da scienziati dell'Istituto nazionale di allergia e malattie infettive (NIAID) e della Scuola di Medicina dell'Università Emory di Atlanta, che hanno collaborato con i colleghi del Kaiser Permanente Washington Health Research Institute di Seattle e della Scuola di Medicina dell'Università del Maryland, oltre che da ricercatori della casa biofarmaceutica americana. Il vaccino, chiamato mRNA-1273 o CX-024414, è stato sviluppato da Moderna Inc. in stretta collaborazione proprio con i ricercatori del NIAID – guidato dall'immunologo Anthony Fauci – e della Biomedical Advanced Research and Development Authority. Si tratta di un vaccino a mRNA (RNA messaggero) come lo Pfizer-BioNTech, che dai risultati di uno studio clinico di Fase 3 – quello che ne ha permesso l'approvazione – ha dimostrato un'efficacia contro la COVID-19 sintomatica del 94 percento. Si tratta dunque di uno dei vaccini anti Covid più efficaci in assoluto.

Gli scienziati guidati dai professori Nicole Doria-Rose e Mehul S. Suthar hanno analizzato la presenza di anticorpi neutralizzanti indotti dal vaccino mRNA-1273 a 180 giorni (sei mesi) dalla seconda dose, caratterizzata da 100 microgrammi di principio attivo. Come indicato, è stata osservata elevata attività anticorpale anche a tale distanza di tempo, rilevabile da tre distinti esami sierologici. Le concentrazioni di anticorpi, come indicato nello studio, sono state misurate "mediante un test immunoassorbente" legato all'enzima contro il dominio di legame del recettore della proteina Spike del SARS-CoV-2. I titoli anticorpali sono risultati essere di 92.451 (Intervallo di confidenza al 95% [CI], da 57.148 a 149.562) nei partecipanti con età compresa tra 18 e 55 anni; di 62.424 (CI al 95%, da 36.765 a 105.990) in quelli di età compresa tra i 56 e i 70 anni; e di 49.373 (CI al 95%, da 25.171 a 96.849) in quelli con più di 71 anni. Una ridotta concentrazione di anticorpi con l'avanzare dell'età è del tutto attesa, considerando che il nostro sistema immunitario perde di reattività col passare del tempo.

“Siamo lieti che questi nuovi dati mostrino la persistenza degli anticorpi per 6 mesi dopo la seconda dose del nostro vaccino COVID-19. Questi risultati ci danno ulteriore fiducia nella protezione offerta dal nostro vaccino. Restiamo impegnati nel continuare ad affrontare la pandemia di COVID-19”, ha affermato il dottor Stéphane Bancel, amministratore delegato di Moderna. I ricercatori della casa biofarmaceutica sono al lavoro per determinare con precisione l'efficacia dell'mRNA-1273 contro le varianti emergenti e per mettere a punto indagini sui richiami ciclici. I dettagli dello studio “Antibody Persistence through 6 Months after the Second Dose of mRNA-1273 Vaccine for Covid-19” sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica The New England Journal of Medicine.