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Gli animali più letali in Australia non sono squali, coccodrilli o creature velenosissime alla stregua di ragni, serpenti e cubomeduse, bensì mucche e cavalli. Avete letto bene. Tra il 2008 e il 2017 i “docili” animali della fattoria hanno infatti ucciso ben 77 persone. Al secondo posto si piazzano altri mammiferi (gruppo eterogeneo) con 60 persone uccise; seguono api, vespe e calabroni con 27; squali e altre creature marine con 26; serpenti e lucertole con 23; cani con 22; coccodrilli con 17; insetti non velenosi con 8; artropodi non specificati con 4; ratti 1 e animale velenoso (o pianta) non identificato con 1.

La curiosa statistica è stata inserita nel recente rapporto pubblicato dall'Australian Bureau of Statistics (l'ISTAT del continente oceanico) dedicato a tutte le cause di morte in Australia e nei suoi diversi Stati. Molto spesso il continente australiano viene additato come uno dei più pericolosi al mondo sotto il profilo della fauna autoctona; del resto sono diffuse diverse creature letali sia per le grandi dimensioni che per l'elevatissima tossicità. Tra le prime possiamo annoverare il coccodrillo marino (Crocodylus porosus) – che può raggiungere i 6 metri di lunghezza – e il grande squalo bianco (Carcharodon charcarias), mentre tra le seconde si possono citare le cubomeduse, il taipan (un serpente), il serpente bruno reale, il ragno dalla tela ad imbuto, il pesce pietra e il polpo dagli anelli azzurri.

L'elenco è indubbiamente vasto, dunque sarebbe stato quasi intuitivo pensare di trovare almeno uno di questi presunti “big killer” in cima alla lista. Ma gli animali selvatici sono spesso schivi e (giustamente) impauriti dalla nostra specie arrogante e distruttiva. Quelli che uccidono nella maggior parte dei casi lo fanno perché si sentono minacciati e impossibilitati alla fuga. Discorso diverso per gli animali domestici come appunto mucche e cavalli, con i quali siamo costantemente in contatto e dei quali possiamo sottovalutarne le reazioni istintive. Un cavallo, del resto, può scalciare con inaudita violenza se approcciato nel modo sbagliato o avvicinato cogliendolo di sorpresa.